Dalla Corte Costituzionale cinque bocciature ai No Vax

Legittimo l'obbligo vaccinale. Corrette anche le sospensioni dal servizio e lo stop agli stipendi

Il palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale
Il palazzo della Consulta a Roma, sede della Corte Costituzionale

Sbagliavano i detrattori dei vaccini e delle scelte per contrastare il Covid del governo Draghi a sperare che la Corte Costituzionale affondasse una volta per tutte l'obbligo vaccinale. L'attesa sentenza della Consulta - arrivata ieri in tarda serata dopo una camera di consiglio lunghissima, più dell'udienza pubblica fiume che mercoledì aveva visto presentarsi in aula una quarantina di avvocati in rappresentanza di operatori sanitari, professori e over 50 contrari ai vaccini - ha assestato piuttosto uno schiaffo dopo l'altro al mondo No Vax, sia sanitario sia scolastico.

L'obbligo vaccinale è salvo, in controtendenza con il nuovo corso del governo Meloni che a fine ottobre ha anticipato di due mesi il rientro in servizio del personale sanitario sospeso per aver rifiutato le dosi. Una decisione in linea con la giurisprudenza della Corte, che già nel 2018 si era pronunciata a favore dell'obbligo vaccinale, ma destinata comunque a far discutere. Come hanno dimostrato i toni accesi usati durante l'udienza pubblica dagli avvocati dei dipendenti e dei professionisti sospesi per non essersi vaccinati, che hanno parlato di un «ricatto dello Stato». I giudici hanno ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste da diversi uffici giudiziari che chiedevano di bocciare i due decreti del precedente governo sull'obbligo di vaccinazione per alcune categorie professionali per contrastare la diffusione della pandemia. Non c'è stata alcuna violazione costituzionale: le scelte dell'ex premier sul personale sanitario, scolastico e over 50 sono state ritenute «non sproporzionate» e legittima la sospensione della retribuzione per i No Vax sospesi dal servizio.

In attesa della sentenza, che deve essere ancora depositata, la Consulta ha riassunto in un comunicato l'esito della decisione che ha spento le speranze di chi aspettava la bocciatura dell'obbligo vaccinale. I giudici si sono pronunciati su una serie di questioni sollevate con 11 ordinanze dai tribunali di Brescia, Catania e Padova, dal Tar della Lombardia e dal Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Sicilia. Alcune questioni riguardavano la legittimità dell'obbligo, altre la proporzionalità delle sanzioni, soprattutto con riferimento ai lavoratori a distanza e la sicurezza dei vaccini. In particolare, l'obbligo vaccinale per il personale sanitario deciso in piena epidemia è stato ritenuto «non irragionevole». Così come sono state respinte anche le questioni relative alla sospensione dello stipendio per coloro che non hanno adempiuto all'obbligo vaccinale, non solo per medici ed infermieri ma anche per il personale scolastico. La questione relativa all'impossibilità per gli operatori sanitari No Vax di lavorare anche se non a contatto con il pubblico, invece, non è stata affrontata nel merito perché ritenuta «inammissibile, per ragioni processuali».

La sentenza ha risvegliato il mondo No Vax. Il leader delle proteste al porto di Trieste, Stefano Puzzer, ha definito «irrilevante» la decisione della Consulta: «L'obbligo lo decidono le persone, non una Corte Costituzionale non legittimata a decidere per il nostro futuro. L'obbligo ci sarà quando gli italiani lo osserveranno, la legge senza il consenso delle persone non ha senso. È tutta una pagliacciata». «Ci aspettavamo un risultato diverso, ma non cambia niente e il nostro corpo è sempre stato e resta inviolabile», rincara la dose Nico Liberati, del coordinamento #nogreenpass Abruzzo e Molise.

Soddisfatto invece per la decisione Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici e odontoiatri: «Anche per la Corte Costituzionale i vaccini sono uno strumento fondamentale per garantire la salute dei cittadini».

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica