"Dai pm giustizia a orologeria per il destino di Autostrade"

Il direttore del Riformista: "Arresti usati illegalmente per condizionare la trattativa del governo con Aspi"

"Dai pm giustizia a orologeria per il destino di Autostrade"

Puntuali come un riflesso pavloviano arrivano gli arresti. Proprio nelle battute finali della trattativa imbastita dal governo per l'acquisizione dell'88,06% di Autostrade per l'Italia (Aspi) detenuto da Atlantia, spuntano fuori le carte (date in pasto ai giornali) con le quali i pm hanno motivato gli arresti domiciliari di Giovanni Castellucci, ex ad di Aspi e di altri due dirigenti. Non si tratta di stabilire se siano colpevoli o innocenti ma di argomentare su modi e tempi della giustizia. Ne abbiamo discusso con Piero Sansonetti, direttore del Riformista e spesso critico sulle modalità di esercizio della giurisdizione.

Direttore, non trova sospetto il fatto che questi arresti arrivino proprio ora?

«Il sospetto è legittimo viste le scadenze condizionate da questi arresti, ma non mi sorprendo. Sicuramente c'è la questione della giustizia ad orologeria anche in questo caso».

Che cosa la colpisce allora?

«L'uso illegale della carcerazione, anche se in questo caso domiciliare. Non è una questione di buon gusto ma di legge. La legge dice che ti posso arrestare se c'è il rischio di inquinamento delle prove, di fuga o di reiterazione del reato. Qui non c'è nulla di tutto questo. Le prove sono state ormai acquisite tutte, tanto che le hanno distribuite ai giornali, pertanto nessuno le può più inquinare. Non possono far cadere altri ponti perché non hanno più incarichi in Autostrade e non possono fuggire perché se l'avessero voluto fare, l'avrebbero fatto da un pezzo».

E allora perché gli arresti?

«Perché sono l'unico modo per far scalpore. Se vuoi fare notizia e condizionare scelte politiche ed economiche, l'unico modo è arrestare qualcuno. Un avviso di garanzia è troppo poco. L'arresto, anche per colpa di noi giornalisti, è equiparato ad una sentenza di condanna: perché, si dice, se ti hanno arrestato un motivo ci sarà».

Non è sconfortante?

«Molto di più, mi fa inorridire».

Anche se, tutto parte dai magistrati.

«Certo, il loro mostruoso potere permette loro di arrestare chi vogliono, violando la legge. Hanno un potere fisico sul resto della popolazione e questo atteggiamento ha carattere medievale».

Ormai è rimasto solo lei a denunciarlo.

«Per fortuna no. Pure Giovanni Salvi, procuratore generale della Cassazione, che certo non è un garantista, ha invitato ad arrestare solo per ragioni estreme. E invece, si arresta anche senza alcuna ragione. È una cosa incivile ed illegale: gran parte della magistratura viola la legge ogni giorno».

E tanti innocenti finiscono in carcere.

«Circa mille all'anno, quasi tre al giorno. Ed è un numero sottostimato perché per dimostrare di essere innocente devi avere una serie di punti di forza che la gran parte della gente non ha: soldi, avvocati. Circa 7-800 persone restano in carcere, dimenticate. Solo il 10-15% si difende. Il numero degli errori giudiziari è enorme».

Eppure, i grillini grazie a questa vicenda hanno rialzato la testa.

«I grillini hanno sempre da festeggiare quando qualcuno finisce in galera: è la loro missione. Un partito nato per riempire le prigioni. Loro sono contenti, non importa perché li arrestano, ci godono».

L'ex ministro Toninelli addirittura esulta su Facebook.

«Ma chi? Quello che voleva fare gli Autogrill sul ponte? Un tipo sveglio».

E sulle intercettazioni cosa ne pensa?

«Andrebbero proibite, sono strumenti di depistaggio, fuorvianti. Non sto dicendo che Castellucci sia innocente ma certo non basta qualche intercettazione per renderlo colpevole.

Al telefono non si dice mai la verità, talvolta si scherza, si usano metafore. Invece in Italia le intercettazioni vengono usate come verbali di polizia quando dovrebbero servire semplicemente per prevenire i crimini. Il loro valore probatorio è pari a zero».

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