
Un drone sospetto, che sarebbe di origine russa, ha più volte sorvolato nei giorni scorsi il Joint research centre della Commissione europea con sede a Ispra, sul lago Maggiore. È subito scattato l'allarme sicurezza e il pool antiterrorismo della Procura di Milano, competente anche per la provincia di Varese, ha aperto un'inchiesta.
L'ufficio guidato dal procuratore Marcello Viola indaga sui sorvoli del misterioso drone straniero avvenuti nell'ultimo mese, almeno cinque concentrati in una sola settimana. La sede del Jrc sulla sponda lombarda del lago Maggiore è la più grande d'Europa dopo quelle di Bruxelles e Lussemburgo. Il Centro comune di ricerca si occupa tra le altre cose di un progetto relativo proprio alla sicurezza dei droni e sono stati i responsabili del centro a notare il velivolo pilotato da remoto e a lanciare l'allarme. Nella zona, a pochi chilometri dal Jrc, si trovano inoltre alcuni stabilimenti di Leonardo, industria strategica della difesa italiana, e anche e il quartier generale del Nato Rapid Deployable Corps di Solbiate Olona, sempre in provincia di Varese, un comando multinazionale di corpo d'armata ad alta prontezza operativa.
Le indagini saranno affidate dalla Procura ai carabinieri del Ros. Il fascicolo potrebbe essere presto iscritto con l'ipotesi di reato di spionaggio. Ne esiste già uno, aperto subito dopo la prima segnalazione come «modello 45», cioè senza indagati né ipotesi di reato. Le prime verifiche sono già partite e per oggi è prevista una riunione tra inquirenti e investigatori. A occuparsi dell'inchiesta, con il procuratore Viola, saranno il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il pm Alessandro Gobbis. Proprio Gobbis è anche il titolare dell'inchiesta partita alcuni mesi fa a carico di due imprenditori italiani accusati di «corruzione del cittadino da parte dello straniero». Nelle scorse settimane il pm ha chiesto il rinvio a giudizio dei due indagati, di 34 e 60 anni, titolari di una società immobiliare in Brianza, che si sarebbero messi a disposizione anche in cambio di pagamenti in criptovaluta per una presunta attività di spionaggio per conto dell'intelligence russa. Al momento non risultano collegamenti tra i due casi, tuttavia verifiche sono state avviate anche in questo senso.
Ispra è un paese di appena 5mila abitanti. Il Jrc, una delle strutture più sorvegliate nel Nord Italia su cui tra l'altro è attiva una no fly zone, svolge progetti di ricerca in numerosi ambiti, tra cui la sicurezza nucleare, l'efficienza energetica, il cambiamento climatico, lo spazio, i trasporti. Oltre ai ricercatori ospita laboratori e infrastrutture all'avanguardia. Dei sorvoli non ci sarebbero testimoni oculari. Fonti di sicurezza citate dall'Ansa riferiscono che difficilmente il velivolo, che secondo il sistema di rilevazione che l'ha intercettato sarebbe appunto di fabbricazione russa, può aver viaggiato dalla Russia all'Italia. Il modello di drone non è di quelli che hanno autonomia per molti chilometri. Sarebbe quindi partito da una base non lontana dall'area che poi ha sorvolato e da lì sarebbe stato pilotato. Il Copasir sarebbe orientato ad acquisire maggiori elementi, prima di disporre approfondimenti sul caso.
Sul velivolo misterioso hanno annunciato interrogazioni in Parlamento il deputato di Più Europa, Benedetto Della Vedova, e il vicepresidente di Italia viva, Enrico Borghi.
Così Salvatore De Meo, membro della commissione Sicurezza e difesa del Parlamento europeo e presidente della delegazione Ue per i rapporti con la Nato: «Forza Italia presenterà un'interrogazione alla Commissione europea per fare piena luce sulla vicenda».
Avrei preferito sentire che la procura indagava su un drone abbattuto e non su un drone russo che passa su una zona sensibile e torna a casa....
Mi spiace per Crosetto che conosco...ma sentire che le zone sensibili non sono protette da sistemi antiaerei (basta una mitragliatrice....mica un sistema missilistico)...mi fa cascare le braccia...siamo il solito paese straccione ,che sia di sinistra che di destra...
Terrorismo..squilibrati...spionaggio...attacchi esterni anche cibernetici...parliamo di riarmo ma cominciamo a proteggere i nostri sistemi....Penso che Crosetto abbia del lavoro arretrato da svolgere....