"Modificate le risorse per il Sud". Bufera sul documento del governo

Al centro delle polemiche vi è il documento “L’Italia e la risposta al Covid-19” che modifica la normativa vigente sulle risorse economiche per il Sud

"Modificate le risorse per il Sud". Bufera sul documento del governo

La settimana scorsa era stata resa nota la creazione da parte del governo di una bozza dal titolo "L’Italia e la risposta al Covid-19" che, in 150 pagine, definisce un piano di crescita economica e di ingenti investimenti pubblici. Il documento è finito al centro delle polemiche perché contiene un punto controverso: quello in cui si propone la sospensione della quota del 34% e del criterio di riparto del Fsc, il Fondo sviluppo e coesione. Attraverso questo strumento, che in origine si chiamava Fondo per le aree sottoutilizzate, il governo effettua investimenti nelle zone meno sviluppate del Paese.

Immediatamente si sono alzate critiche molto forti da parte dei parlamentare del Sud. Il dem Pietro Navarra, insieme ad altri colleghi provenienti dalla Regioni del Mezzogiorno ha inviato una lettera ai ministri competenti in cui si richiede che le risorse dei fondi strutturali rimangano nel Meridione e che resti in vigore la clausola del 34%. I parlamentari del Sud definiscono "ingiustificate" le proposte di superamento dell'attuale ripartizione del Fsc, che destina l'80% del fondo al meridione e il 20% al Centro Nord. Giudizio simile anche per quanto riguarda la sospensione della norma per cui il 34% di stanziamenti in conto capitale della Pa vadano destinati al Sud.

Ora sulla questione è intervenuto anche Fratelli d’Italia. "Il governo faccia chiarezza sull'esistenza di una bozza di documento denominato 'L'Italia e la risposta al Covid-19', elaborato ad aprile 2020 dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri, che proporrebbe due proposte volte a modificare la normativa vigente in materia di destinazione delle risorse economiche alle regioni del Sud Italia". È quanto hanno dichiarato i deputati Marcello Gemmato, Edmondo Cirielli, Wanda Ferro, Carolina Varchi, Ella Bucalo, Salvatore Deidda, Ylenja Lucarelli, Salvatore Caiata e Davide Galantino.

I parlamentari di Fdi hanno anche annunciato una interrogazione. Il loro obiettivo è quello di sapere "quali siano le eventuali modifiche alle percentuali di riparto delle risorse del 'Fondo sviluppo e coesione che si vorrebbero modificare (Ciclo di Programmazione 2014-2020 ), e che attualmente prevedono l'80% destinato alle regioni del Mezzogiorno e il 20% destinato alle regioni del Centro-Nord".

Gli stessi deputati, inoltre, chiediamo se esiste una reale intenzione da parte del governo di sospendere "la cosiddetta regola del 34% nella assegnazione degli stanziamenti statali ordinari in conto capitale, che attualmente prevede in nome del principio del riequilibrio territoriale, il criterio di assegnazione differenziale di risorse aggiuntive a favore degli interventi nei territori delle regioni del sud disponendo che le Amministrazioni centrali dello Stato si debbano conformare all'obiettivo di destinare agli interventi in queste regioni un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione di riferimento".

Gli esponenti di Fdi, infine, chiedono di sapere quali iniziative intenda adottare l'esecutivo al fine di assicurare comunque un adeguato riparto di risorse in favore delle regioni del Sud "affinché si possa garantire sempre il riequilibrio territoriale tra le diverse zone del Paese nonché lo

sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali del Paese così come disposto dall'articolo 119 della Costituzione della Repubblica italiana".

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