Gas, Donbass e allerta nucleare. "L'ambasciatore Razov spieghi". E l'Ue prepara nuove sanzioni

Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, l'annessione illegittima di quattro aree ucraine da parte della Russia, lo stop al gas diretto in Italia

Gas, Donbass e allerta nucleare. "L'ambasciatore Razov spieghi". E l'Ue prepara nuove sanzioni

Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, l'annessione illegittima di quattro aree ucraine da parte della Russia, lo stop al gas diretto in Italia. Sono questi i temi che l'ambasciatore russo in Italia, Sergei Razov, dovrà affrontare alla Farnesina, convocato per oggi dal nostro ministero degli Esteri. Un'iniziativa coordinata nell'ambito dell'Unione europea, fa sapere la Farnesina. «Si farà anche un punto sulla guerra, e ben venga ogni tentativo diplomatico e costruttivo per arrivare alla fine del conflitto», ha spiegato il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.

Di carne al fuoco ce n'è parecchia, dopo che la Russia ha annesso quattro aree del territorio ucraino con la forza militare e i referendum-farsa (per questo anche Berlino ha convocato l'ambasciatore russo), dopo che Gazprom ha azzerato sabato i flussi di gas diretti in Italia attraverso l'Austria, e con l'allerta nucleare che cresce, tanto che la Svezia ha pronto un piano in caso di attacco nucleare all'Ucraina e un'informativa della Nato ha svelato che il sottomarino nucleare russo K-329 Belgorod si muove nei mari artici, probabilmente per testare il missile-siluro Poseidon, capace di portare testate nucleari a 10mila chilometri di distanza.

Anche per questo l'Unione europea si prepara a nuove sanzioni contro la Russia. La conferma è arrivata da ieri da Emmanuel Macron, che in un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si è impegnato a preparare, di concerto con i partner europei, strumenti che lancino a Mosca un nuovo segnale di rigetto della politica aggressiva.

L'attenzione dell'Europa è concentrata soprattutto sui rifornimenti energetici in vista dell'inverno ma anche sulle indagini sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. Copenaghen ha fatto sapere ieri che anche sulla linea 1 dell'infrastruttura, nel Mar Baltico, non ci sono più perdite di gas. Il ministro dell'Energia russo Aleksandr Novak ha annunciato che, almeno al livello tecnico, il flusso di metano potrà essere ripristinato. «Ci vorrà tempo e denaro. Ma sono sicuro che sarà possibile capire come farlo». Ma lo stop ai flussi del gas diretto in Italia, ufficialmente dovuto a un problema tecnico, lascia intendere che il nostro Paese sia entrato più frontalmente nel mirino della guerra energetica di Mosca. Secondo il colosso energetico russo, «il trasporto è stato sospeso per il rifiuto dell'operatore austriaco di confermare le nomine di trasporto». Ma è chiaro che i flussi di gas sono una delle armi che Vladimir Putin intende usare per fare pressione sui Paesi europei. Sabato, da Sofia, in occasione dell'inaugurazione del gasdotto Igb che collega la Grecia alla Bulgaria, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ricordato che «l'Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno per liberarsi dalla dipendenza dalla Russia. È una questione di volontà politica».

Ma il tema scottante, per opinione pubblica e aziende, resta l'impennata dei costi energetici e, a monte, il prezzo del gas, con la Germania contraria al price cap, a differenza del nostro Paese. «Il tetto al prezzo del gas è la strada», dice il coordinatore di Forza Italia, Alberto Tajani, al lavoro con Giorgia Meloni per la formazione del governo. «Serve unità in Europa, non si può parlare di europeismo solo nelle dichiarazioni e poi puntare sugli egoismi nazionali.

La sintesi deve essere europea, pur facendo valere l'interesse nazionale».

La linea europea la anticipa il ministro Cingolani: «l'ipotesi su cui si lavora sarebbe quello di indicizzare il prezzo del gas venduto in Europa agganciandolo a piattaforme più stabili» rispetto al Ttf di Amsterdam.

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