
Andrà in carcere Fausta Bonino, l'ex infermiera dell'ospedale Villamarina di Piombino accusata di aver causato tra il settembre 2014 e il settembre 2015 la morte di quattro pazienti ricoverati nella struttura sanitaria dove lavorava con la somministrazione di dosi massicce di eparina. Al termine di un iter processuale lungo e complesso, in un caso definito di natura «indiziaria» dagli stessi giudici della Corte d'Assise di Firenze, la Cassazione ha confermato la condanna all'ergastolo per la donna, 63 anni, rigettando il ricorso presentato dall'avvocato Vinicio Nardi.
Era stato il sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonio Balsamo, a chiedere ai supremi giudici della quinta sezione penale la conferma della condanna all'ergastolo, sollecitando il rigetto del ricorso presentato dalla difesa dell'ex infermiera. Per il pg la responsabile della morte dei quattro pazienti non poteva che essere Fausta Bonino perché il reparto dell'ospedale di Piombino dove erano ricoverati «non consentiva l'ingresso incontrollato di altre persone» e «non c'era traccia di altre persone nel reparto in occasione dei quattro decessi». Questo nonostante nel corso dei processi sia emersa l'esistenza di altri ingressi accessibili con facilità anche dagli estranei.
Fece clamore la notizia dell'arresto il 30 marzo del 2016. I giornali dipinsero la donna come una serial killer. Inizialmente si parlò di quattordici vittime, poi di dieci: uomini e donne degenti del reparto di Terapia Intensiva dell'ospedale Villamarina, uccisi con un anticoagulante che in dosi massicce provoca emorragie anche letali. Nel maggio scorso l'ex infermiera era stata condannata all'ergastolo al termine del processo d'appello bis che si è celebrato a Firenze, dopo che la Cassazione aveva annullato l'assoluzione della donna. Un iter lungo e travagliato. In primo grado, alla sbarra per l'omicidio di dieci pazienti, il Tribunale di Livorno le aveva inflitto il carcere a vita riconoscendola colpevole solo di quattro decessi. In appello era stata assolta perché secondo i giudici gli elementi contro di lei costituivano un teorema «destituito di fondamento».
Ma nel maggio del 2023 la Suprema Corte aveva disposto un nuovo processo d'appello per quattro pazienti deceduti, confermando l'assoluzione per gli altri sei casi.Fausta Bonino si è sempre proclamata innocente e in una recente intervista al quotidiano La Nazione si era detta pronta a chiedere la grazia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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