"Lega retrograda". Letta insulta e rilancia il ddl Zan

Durante l'assemblea dei senatori dem per discutere del ddl Zan, il segretario ha chiesto di chiudere le porte ad un nuovo passaggio in Parlamento

"Lega retrograda". Letta insulta e rilancia il ddl Zan

Enrico Letta non arretra di un millimetro ed anzi rilancia, chiedendo di approvare il Ddl Zan così com'è e senza effettuare un ulteriore passaggio parlamentare, puntando il dito contro le "idee retrograde" della Lega.

Il Pd rilancia il ddl Zan

Lo scenario del dibattito è l'Assemblea dei Senatori del Partito democratico, durante la quale sono comunque emerse delle divergenze interne ai dem: alcuni dei partecipanti, infatti, hanno esplicitamente chiesto di rivedere e modificare in parte il testo del decreto. Uno su tutti Andrea Marcucci, ex capogruppo a Palazzo Madama, che insiste per mostrare "rispetto per chi la pensa diversamente", pur essendo disponibile"a votare questo testo così com’è, con i suoi limiti ed i suoi errori". "Abbiamo il bicameralismo, un testo che viene approvato alla Camera non può essere immodificabile", puntualizza Marcucci. "Ci sono degli spunti specifici che possono essere accolti per rimandare il testo alla Camera per un ritorno veloce qui. Sono preoccupato diversamente che in questo modo in realtà si rischi la bocciatura con i voti segreti", aggiunge ancora. "Il confronto con i gruppi parlamentari doveva essere fatto prima, bisogna avere rispetto etico e politico per chi la pensa diversamente".

Stessa linea seguita da Mino Taricco:"Condivido l'obiettivo di avere una norma che sanzioni reati contro la comunità Lgbt, ma non condivido il modo in cui il Pd ha affrontato questa discussione, attaccando chi la pensa diversamente. Io ve lo dico chiaramente, questo disegno di legge va cambiato".

Valeria Valente, come riferito da AdnKronos, ha lamentato le frizioni di natura puramente ideologica emerse durante le discussioni del Ddl in Parlamento:"Avremmo potuto trovare maggiore consenso con il centrodestra", lamenta la senatrice. "Dovevamo evitare una discussione su blocchi ideologici". Una valutazione che viene ribadita anche da Valeria Fedeli: "Condivido in pieno le valutazioni della collega Valente. Stiamo parlando di una legge penale, non una legge che previene", spiega all'Assemblea la senatrice dem. "C’è una parte dell’opinione pubblica che chiede una norma per proteggere di più la comunità Lgbt. Dovevamo lasciare fuori la violenza sulle donne che ha altre motivazioni. Vogliamo portare a casa una legge, ma sapendo che esiste il voto segreto, vorrei sapere come si fa. Noi ora in Senato dobbiamo audire tutte le associazioni ignorate alla Camera".

Anche Stefano Collina apre alla possibilità di arrivare a delle modifiche: "La legge Zan rischia di essere la piattaforma ideale per altre leggi meno condivise, ci sono delle richieste di modifica da accettare, lottiamo per difendere chi deve essere protetto, ma evitiamo derive legislative", dichiara il senatore.

A lanciare l'allarme, nel caso in cui si arrivasse alla bocciatura del decreto legge, è invece Luigi Zanda: "Se dovessimo fallire l’approvazione del ddl Zan sarebbe un colpo per il Pd . Perché è una legge che porta il nostro nome". Anche la vice presidente dei senatori del Pd Caterina Biti si è detta favorevole ad andare fino in fondo a tutti i costi:"Il ddl Zan è una legge di giustizia. E nel contesto attuale - nel 2021 in Italia - è innegabile che sia necessario avere questa legge piuttosto che rischiare di non averla", sostiene la parlamentare dem. "Certo, ci possono essere imprecisioni e ogni legge è perfettibile, ma il dibattito pubblico è concentrato più su questioni che non sono nella legge e che vengono usate strumentalmente per affossarla. Per questo sono convinta che il ddl Zan sia da approvare e presto".

L'affondo di Letta

Il segretario, tuttavia, chiude la porta a nuovi confronti e, pur dichiarando rispetto per la pluralità di idee sulla questione, chiede ai suoi di approvare il ddl così com'è e come evidentemente gli aggrada. "Sarò il segretario più rispettoso della storia del Pd sulla pluralità di idee e posizioni e vedo qui unità di impianto", premette il leader dem. Tuttavia "l'Italia deve un fare passo avanti di civiltà. Con il Ddl Zan può farlo".

Immancabile l'attacco al Carroccio: "Non ci sono più le condizioni politiche per un terzo passaggio parlamentare. Fuori il dibattito si è radicalizzato non per colpa nostra: tra di noi la discussione è seria e legittima.

Ma il Pd non si deve far mettere i piedi in testa da idee retrograde della Lega". In parole povere, quindi, "Mi assumo la responsabilità di chiedervi di approvare la legge così com'è", conclude Letta.

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