La sfida atomica di Bruxelles. "I tiranni capiscono soltanto la forza"

Il piano dell’Ue per una "forza flessibile": domenica vertice convocato da Starmer

La sfida atomica di Bruxelles. "I tiranni capiscono soltanto la forza"
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L'Ue programma, Londra si muove. E invita i 27 eserciti a collaborare. La Perfida Albione vuol parlare subito di piani congiunti di difesa del Vecchio Continente, visto il disimpegno statunitense dall'Europa all'orizzonte: secondo gli sherpa, accadrà. «Le minacce che si addensano sull'Europa ricadono storicamente sulle nostre spalle», ha detto ieri il premier britannico in aula. In un discorso di fuoco, Starmer ha spiegato che «tiranni come Putin capiscono solo il linguaggio della forza». E dopo aver annunciato l'aumento della spesa militare del governo di Sua Maestà al 2,5% del Pil dal 2027, fino a raggiungere il 3% nella prossima legislatura anche a costo di tagli al welfare e agli aiuti internazionali, ha invitato a Londra un gruppo ristretto di capi di stato e di governo Ue. Disponibile anche la premier Meloni a partecipare al vertice di domenica, magari in videoconferenza. Ma niente fuga in avanti su truppe europee a Kiev, filtra da Palazzo Chigi.

Se per Starmer è una «sfida generazionale», in cui «se l'Europa non sarà in grado di proteggere l'Ucraina aumenteranno rischi e instabilità», il tedesco Merz, cancelliere in pectore, tesse la tela del futuro politico (suo e dell'Ue) attorno allo stesso tema. La locomotiva tedesca ha fretta di ripartire. E per il riarmo, Merz disegna fondo da 200 miliardi per la difesa. Potrebbe entrare in un contratto di governo con la Spd dopo i 100 miliardi messi sul piatto da Scholz. Ma quello della spesa militare è un tema «caldo» a causa della riforma costituzionale che nel 2009 ha introdotto un freno all'indebitamento. Il piano ideato per superare rigide regole potrebbe essere approvato entro il 24 marzo grazie al sostegno della Commissione europea della tedesca Von der Leyen, che ha dato via libera a allo «scorporo» dal Patto Ue di stabilità e crescita su input del governo italiano. Domenica anche Ursula sarà a Londra. Di difesa, si parlerà poi nel Consiglio europeo straordinario il 6 marzo a Bruxelles.

Merz guarda anzitutto alle due potenze atomiche d'Europa. «Dobbiamo parlare con britannici e francesi, capire se la loro protezione nucleare potrebbe essere estesa a noi, è una questione che il governo francese ha ripetutamente sollevato con l'esecutivo tedesco», le sue prime parole. «Dopo le osservazioni di Trump, è chiaro che non gli importa molto del destino dell'Europa». Insomma, Germania a trazione Cdu in pressing per sganciarsi dalla storica partnership statunitense in materia di sicurezza per un maggior protagonismo dell'Europa; con riavvicinamento di Londra e aerei caccia francesi che potrebbero esser parcheggiati in Germania.

Un fondo comune Ue-Uk per finanziare il riarmo, sarà intanto discusso nella due giorni di G20 che si apre oggi a Città del Capo. I ministri delle Finanze di almeno 6 Paesi Ue valuteranno col Regno Unito una cassa paneuropea. Starmer ha incaricato la Reeves di redigere una proposta. E il ministro delle Finanze della Polonia Domanski, che guida il semestre del Consiglio dell'Ue, ha rivelato ieri che «potrebbe trattarsi di un fondo, o di una banca». Manca l'interoperabilità tra le aziende europee e non si parla di esercito comune. Ma il solco è tracciato. Vedi la conversione di altre due fabbriche, a Neuss e Berlino, che porta a 5 i siti tedeschi per la causa. Sullo sfondo, c'è un convitato di pietra: il nucleare. Quello francese da «cedere» in questa prospettiva di deterrenza continentale. Finora è rimasto un «giallo», l'ombrello atomico condiviso. Ma la natura flessibile della force de frappe si presta ad accordi.

A differenza della Gran Bretagna, il cui deterrente nucleare è «subacqueo», la Francia ha mantenuto una componente strategica aerea (circa 290 testate). Proprio i suoi jet potrebbero essere schierati in Germania in caso di addio americano. Colloqui in vista tra il cancelliere in pectore e Macron. Per ora, però, il bottone resta all'Eliseo.

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