Di Maio esulta per i risultati delle Comunali ma il M5S è in forte crisi

"Abbiamo la possibilità di triplicare i nostri sindaci rispetto al 2013", dice Luigi Di Maio. Che fa finta di non vedere il flop del M5S rispetto alle Politiche del 4 marzo

Di Maio esulta per i risultati delle Comunali ma il M5S è in forte crisi

A bocce ferme il dato è chiaro. Il M5S arretra rispetto alle Politiche del 4 marzo, praticamente ovunque. Eppure Luigi Di Maio ha un modo tutto suo di confrontare i voti, guarda alle ultime amministrative, quelle del 2013. Dati importantissimi, per carità, però quattro o cinque anni sono un'era geologica, politicamente parlando. Basti pensare, ad esempio, che il Pd alle Europee del 2004 sfondò quota 40%, alle Politiche del 2018 ha fatto registrare il 18,72%. Ma torniamo a Di Maio e alla sua analisi del voto.

"Rispetto al 2013 - sottolinea il vicepremier - abbiamo la possibilità di triplicare i nostri sindaci e questo è il nostro obbiettivo per i ballottaggi del prossimo 24 giugno. Ringrazio tutti i candidati e tutti gli attivisti che grazie al loro impegno ogni giorno sul territorio hanno ottenuto questi importanti risultati e hanno dimostrato che Davide continua a vincere contro Golia". Poi ava avanti e spiega la difficoltà di questa sfida elettorale amministrativa: "Il Movimento 5 Stelle anche a questa tornata elettorale si è presentato da solo in tutti i comuni contro coalizioni di decine di liste. Ogni volta è un’impresa titanica. La nostra squadra di 20-30 candidati se la deve vedere in campo aperto contro corazzate che schierano centinaia di candidati e contro la logica clientelare che ancora resiste in molte zone d’Italia".

Elenca poi alcuni esempi virtuosi: "Nei Comuni che già amministravamo (Assemini con Sabrina Licheri, Pomezia con Adriano Zuccalà, Ragusa con Antonio Tringali) siamo nuovamente al ballottaggio, a conferma delle capacità di governo che abbiamo dimostrato nel territorio. Oltre a Ragusa, nei capoluoghi siamo al ballottaggio in tre città dove potremmo conseguire dei risultati storici: ad Avellino con Vincenzo Ciampi, a Terni con Thomas De Luca e a Imola con Manuela Sangiorgi. Affronteremo il secondo turno anche ad Acireale".

Di Maio assicura il suo impegno a testa bassa nella campagna elettorale: "Vi annuncio fin da ora che nei prossimi giorni andrò a dare una mano ai nostri candidati perché è importantissimo rispondere a queste esigenze di cambiamento. Al primo turno i nostri candidati hanno vinto a Crispiano in Puglia, a Ripacandida in Basilicata, a Pantelleria in Sicilia, a Castel Di Lama nelle Marche. Ogni volta che ci sono delle elezioni amministrative i media raccontano sempre la solita solfa, che siamo in affanno, che rispetto alle politiche è andata male e che quindi siamo prossimi alla scomparsa. È una lettura che continuano a riproporre da 5 anni a questa parte, che si è sempre rivelata falsa e che si rivelerà tale anche questa volta".

Insomma, Di Maio è convinto di essere andata bene alle amministrative. Scrivere che il M5S è in affanno è la "solita falsità dei media". Eppure ci sono diversi Comuni dopo i pentastellati arretrano, e non di poco. Uno di questi è Pisa, dove dal 23% del 4 marzo arretra al 9,92%. E poi, tanto per citarne un alro, c'è anche il Comune di Ivrea, che non sarà tra i più importanti (24mila abitanti) ma è la città di Gianroberto Casaleggio, l'uomo che con Beppe Grillo ha inventato il M5S.

Il candidato grillino Massimo Fresc si è fermato al 13.54%. A sfidarsi per la poltrona più importante di Palazzo civico saranno il candidato del centrosinistra Maurizio Massimo Perinetti (35.79%) e Stefano Sertoli del centrodestra (30.74%).

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