Meloni punta tutto sul Sud. Salvini sui decreti Sicurezza

Fdi e Lega hanno chiuso la campagna elettorale. Maratona social per il leghista. Giorgia a Napoli

Meloni punta tutto sul Sud. Salvini sui decreti Sicurezza

L'occasione attesa da tempo è arrivata: domenica 25 settembre può essere la prossima data da segnare sul calendario delle vittorie del centrodestra a livello nazionale. Sono trascorsi undici anni dall'ultimo governo guidato da Silvio Berlusconi. Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno scelto due modi diversi di chiudere la campagna elettorale: il leader della Lega ha preferito il web, con una maratona dalla durata di quattro ore, mentre il vertice di Fdi ha optato per una piazza di Napoli per l'ultimo comizio. I messaggi, com'è normale che sia, si sono in parte differenziati ma l'unità d'intenti è palese.

Il bagno di folla virtuale dell'ex ministro dell'Interno, oltre all'enorme partecipazione attestata dai numeri (tre milioni di persone raggiunte e 1.6 milioni di like su TikTok), è stato caratterizzato dalle considerazioni sulle difficoltà che gli italiani sono costretti a affrontare di questi tempi. L'ex inquilino del Viminale ha insistito molto sugli aumenti delle bollette: «Altri dicono, si può aspettare. Nel frattempo i negozi chiudono, le famiglie non ce la fanno. Io dico, nel primo Consiglio dei ministri, un decreto energia e stop aumenti: 30 miliardi, se serve ci si mettono 30 miliardi», ha ribadito.

Alla diretta social, tra gli altri, ha partecipato anche il dimissionario ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, e anche in questo caso i temi pratici l'hanno fatta da padrone: «Bisogna ridurre il cuneo fiscale contributivo. E poi la proposta, che va rilanciata, che le indennità e i premi siano totalmente sgravati, detassati. Lo Stato rinunci a prenderci contributi e tasse, così riusciamo a dare un concreto aiuto agli imprenditori», ha fatto presente il numero due della Lega. Insomma, concretezza è stata la parola d'ordine dell'iniziativa del segretario del Carroccio. Salvini si è soffermato anche sulla gestione dei fenomeni migratori, rimarcando quale sia il suo obiettivo a stretto giro: «Tornano i decreti sicurezza nel primo Consiglio dei ministri, l'abbiamo già fatto». E ancora: «Poi è arrivata la Lamorgese, il Pd, che hanno smontato tutto. Da lunedì entra in Italia solo chi ha il permesso».

Giorgia Meloni ha invece scelto l'Arenile di Bagnoli per suggellare questa campagna elettorale. Dopo una visita nella sede dell'Unione industriali della città partenopea, la Meloni si è recata presso il palco dell'iniziativa, che è stata organizzata tanto da Fratelli d'Italia quanto dal movimento giovanile meloniano, Gioventù nazionale. L'attacco iniziale è tutto dedicato al Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte: «La cosa che più di frequente dicono i 5 stelle nei loro comizi è gratuitamente. Poi c'è anche la batteria di pentole e la bici con cambio Shimano...», ha incalzato. Poi l'affondo: «I soldi che lo Stato stanzia - ha continuato il vertice di Fdi - sono degli italiani e un modo per fregare la gente è dire che si fa qualcosa gratuitamente ma non c'è niente di gratuito quando lo Stato impegna delle risorse. Quando lo fa le toglie da altro. Noi siamo venuti a dire la verità sul reddito anche se ci dicevano di fare attenzione...».

Durante la visita dalla Meloni nel capoluogo campano, si è palesato anche un corteo di protesta composto da circa 250 persone. Un gruppo che si è poi allontanato.

«Ci devono temere mafia e camorra, non ci devono temere le persone perbene. Quanto ai centri sociali continuate pure così perché finché ci siete voi so che sto sulla buona strada come è sempre stato. Io seguo la loro scia come le mollichine di Hansel e Gretel», ha chiosato.

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