Morta bruciata in casa. Il marito sotto torchio: "È un incidente"

Lucia Iervolino, 31 anni, stroncata dalle ustioni. In casa liquido infiammabile. L'uomo si difende

Morta bruciata in casa. Il marito sotto torchio: "È un incidente"
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Ustioni di terzo grado su tutto il corpo, muore in ospedale. Giallo a Napoli per la morte di una donna: suicidio o femminicidio? Lucia Iervolino, 31 anni, non ce l'ha fatta. Nonostante la corsa al Cardarelli, non c'è stato niente da fare. «Un quadro clinico disperato» chiosano i medici del reparto rianimazione.

Uccisa dal marito, Francesco Sansone, 31 anni anche lui, o si è tolta la vita? Queste le due ipotesi per un caso pieno di contraddizioni. Una versione parla di incidente domestico. La giovane, dopo esser uscita dalla doccia, avrebbe acceso un phon. Pavimento bagnato, corto circuito, incendio. L'uomo in strada con la figlia piccola. Così, almeno, stando a una prima ricostruzione. Ma la storia non quadra. Liquido infiammabile nell'appartamento, la stanza da bagno inspiegabilmente pulita, zero tracce nel resto della casa. Sansone viene interrogato in Procura davanti alla pm di turno, Aurelia Caporale, e ai carabinieri di Ottaviano e di Torre Annunziata.

Via delle Ferrovie dello Stato 134. Sono le 11 di ieri quando arriva una prima telefonata al 112. Una persona a terra con ustioni gravi. Respira a fatica, Lucia, quando arrivano i sanitari del 118 di San Gennaro Vesuviano che la trasportano d'urgenza all'ospedale di Nola poi, viste le condizioni, al Cardarelli di Napoli, specializzato in grandi ustionati. La poveretta, però, muore un'ora dopo il suo arrivo. Intervengono i carabinieri di Torre Annunziata che accompagnano il marito nella caserma di Ottaviano per un primo interrogatorio. Qui le cose si complicano. La versione data sulle prime dai vicini, la doccia e il corto circuito con l'elettrodomestico, non torna. L'uomo era in casa, ha chiamato lui i soccorsi, e in bagno non ci sarebbero tracce dell'incidente. Nel trilocale, che confina con quelli, nello stesso stabile, della madre e della sorella della vittima, gli esperti della V sezione rilievi trovano tracce di benzina. Cambia tutto.

Prendono corpo due piste: suicidio o delitto volontario. Ma la donna, presidente dell'associazione soccorso San Gennaro dove lavora anche il marito come responsabile ambulanze, non avrebbe lasciato messaggi o fatto presagire un gesto estremo. I Sansone hanno una bimba di 8 mesi che non si sarebbe accorta di nulla. L'appartamento viene messo sotto sequestro per permettere i rilievi. Sansone viene interrogato per tutto il pomeriggio in caserma per ricostruire esattamente i momenti precedenti al dramma. Resta il principale indiziato se la Procura decide di aprire un fascicolo per omicidio.

L'uomo nega di essere il responsabile. Restano molti punti oscuri. Uno fra tutti il luogo, la stanza in cui Lucia si sarebbe data fuoco o sarebbe stata uccisa, visto che in casa non sono stati trovati evidenti segni del rogo.

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