Piazza Italia esplode di gioia, il Tricolore come mascherina

Al fischio finale centinaia di migliaia di persone si riversano in strada. Caroselli, botti e disordini

Piazza Italia esplode di gioia, il Tricolore come mascherina

Piazza Italia è tornata e la mascherina, dimenticata nella festa, non ha fermato il sogno diventato vero. La tensione dei 120 minuti (più la tortura infinita dei rigori), la lacrima per il gol pronti-via degli inglesi e il silenzio dei minuti peggiori, sono spazzati via dalla parata decisiva. Saltano la cautela e le distanze, prima, al gol di Bonucci, nessuno può contenere i ragazzi che si ammassano. Partono pure i fumogeni. E non c'è più Covid che tenga all'impresa di Donnarumma. Maxi schermo oppure semplicemente televisore e due amici, rispolverare il Tricolore dei balconi da lockdown è stato liberatorio: «Finalmente una festa tutti insieme». Maglie e vestiti azzurri, trombette, le protezioni che in pochissimi indossano all'aperto. È la serata del riscatto e della follia.

Due, concatenate, erano le preoccupazioni della vigilia della serata fatidica: cautela anti variante Delta e ordine pubblico. Il controllo delle forze dell'ordine era stato potenziato in tutte le città. Però la vittima principale dell'Italia che sta faticosamente uscendo dalla pandemia sono stati gli amati maxi schermi in piazza. La maggior parte dei sindaci dei grossi centri ha preferito rinunciare al simbolo del rito collettivo del tifo. No quindi a Milano, Torino, Firenze, Napoli, Palermo, Venezia. D'altra pare molte Amministrazioni hanno emanato ordinanze anti alcol o anche divieto di farsi trovare in strada con bottiglie e lattine e hanno imposto l'obbligo di mascherina, oppure l'hanno raccomandata, pure nei raduni all'aperto. Sì invece agli schermi pubblici a Roma, dove è rimasto chiuso l'Olimpico ma sono state consentite, su prenotazione, le fan-zone di piazza del Popolo e dei Fori imperiali: gremite, 2.500 più mille tifosi. In piazza per l'Inno tutti abbracciati e coreografia da stadio con mega Tricolore. Nella Capitale i monumenti sono stati transennati e molte persone hanno affollato le spiagge del litorale. Via libera anche a Bologna, con varchi controllati per piazza Maggiore e divieto di petardi e fuochi d'artificio nei luoghi pubblici e privati, e a Genova, dove le due piazze attrezzate avevano circa 7mila posti. Per accedere però era necessario avere il Green pass o un tampone negativo. Le forze dell'ordine hanno vigliato in particolare sullo spuntare di maxi schermi abusivi e quindi su assembramenti fuori legge, soprattutto a Roma e Napoli. Qualcuno ha improvvisato video in strada, la gente si è raggruppata, sempre poche le mascherine.

A Milano la scelta del sindaco Giuseppe Sala è stata quella della prudenza. Nessun maxi schermo in spazi pubblici, gli unici erano quelli dei locali e delle aree private come il giardino della Triennale e l'Arena Milano Est. Qui comunque gli spazi ampi e delimitati, in cui si entrava esclusivamente su prenotazione e si stava seduti, hanno permesso il rispetto delle regole di distanziamento. In giro tutti i bar con tavolini all'aperto e tv hanno avuto il loro capannello di clienti e anche passanti. Per il resto: piazze e vie presidiate ma non blindate, massima attenzione però su piazza Duomo, Arco della Pace e Darsena.

È qui, come negli altri quartieri della movida, che nelle scorse settimane ci sono stati episodi di vandalismi e risse. Il timore era quello che i raggruppamenti di persone degenerassero di nuovo. E infatti la piazza alla fine è esplosa, sono scese in strada centinaia di migliaia di persone, tra botti e disordini. La notte è impazzita.

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