Politiche, ecco tutti gli 'esclusi' senza poltrona

Da Massimo D'Alema a Lucia Annibali, passando per Roberto Formigoni e Dino Gianrusso sono tanti gli esclusi dal Parlamento

Politiche, ecco tutti gli 'esclusi' senza poltrona

Massimo D’Alema non rivedrà il Parlamento. Come lui, tanti altri big di LeU sono a rischio, ma, ovviamente, anche alcuni esponenti dem dovranno rinunciare alla poltrona.

La debacle di LeU

Partiamo da Massimo D’Alema che esce con le ossa rotte dal confronto con la grillina Barbara Lezzi che ha vinto il collegio senatoriale di Nardò col 40%, seguita da Luciano Cariddi del centrodestra col 35%. Il ‘lider Maximo’ si classifica quarto, dietro all’ex viceministro dem Teresa Bellanova (17), ottenendo soltanto il 3,9% e solo 574 voti personali. Pippo Civati, ormai, non spera più nel calcolo dei resti per il collegio plurinominale e, intervistato da Radio Uno, parla di “cappotto” e aggiunge: “E' un pò presto per dire cosa abbiamo sbagliato; ci sono state delle incertezze nel comunicare l'elemento di novità che potevamo rappresentare. E' sembrata una soluzione non così rinnovata e lo abbiamo scontato. Pietro Grasso è una persona che ci ha rappresentati con tutto sé stesso, quando si fallisce si fallisce tutti insieme. Sulle liste non mi è piaciuto come sono state costruite e secondo me qualche elemento di criticità c'è stato, anche se non avrebbe risolto". Nelle prossime ore conosceremo da chi sarà composta l’esigua pattuglia di LeU.

Gli esponenti Pd che restano a bocca asciutta

Chi, invece, dentro il Pd, ha già issato bandiera bianca come l’ex senatore Stefano Esposito che, sul suo profilo Facebook, ha scritto: “Gli elettori hanno dato il loro responso. Ho perso. Nel collegio uninominale la sfida era prima di tutto tra candidati. Quindi la sconfitta è la mia sconfitta. Non mi sentirete dire è colpa di tizio o di caio. La pratica di scaricare le responsabilità su altri non mi appartiene”. E ancora: “Con queste elezioni si chiude il mio impegno politico a tempo pieno. Tra qualche giorno ritornerò al mio lavoro in Prefettura. Una pagina si chiude e un’altra si apre. Voglio davvero ringraziare tutti i militanti del PD che hanno speso il loro tempo e la loro passione in questa campagna elettorale. Grazie a tutti”.

Male anche la giornalista Francesca Barra, nel collegio Basilicata 2, quello di Matera dove è arrivata terza con il 18%, dietro al grillino Gianluca Rospi (45,6%) e al candidato di centrodestra Nicola Pagliuca (26,3%). Anche lei ha lasciato su Facebook un breve ma toccante commento: “Ho portato ai miei bimbi i ciucci di provola lucani. Si sono svegliati felici perché la mamma è qui con loro. Sono tornata e adesso mi godo questo momento speciale. Ho combattuto sapendo che sarebbe stata un'impresa quasi impossibile. E ho vinto tanto affetto. Che non dimenticherò”. E infine: “In bocca al lupo al vincitore. Perché chi ha a cuore la Basilicata non può che augurargli di lavorare bene. Benissimo! Io non smetterò di starvi accanto, anche se da giornalista e scrittrice e non da politico. Evviva la Basilicata, onore ai vincitori”. Senza 'poltrona' anche Lucia Annibali, la donna che ha avuto il visto sfregiato con l’acido dal suo compagno. “E’ sempre difficile commentare una sconfitta, ma voglio vedere qualcosa di buono anche in questi risultati pesantemente negativi: tanti elettori hanno deciso di votarmi direttamente, mettendo una croce sul mio nome nella scheda elettorale. Un segno di stima, che certamente porterò con me, anche perché il mio impegno per Parma e per i parmigiani non finisce certamente qui”, ha commentato la Annibali.

I ministri dem che sperano nel ripescaggio

Per i ministri bocciati nelle sfide dei collegi uninominali, bisognerà attendere l’esito finale dei collegi plurinominali. Il ministro dell'Interno, Marco Minniti, sonoramente battuto a Pesaro, spera di passare come capolista nella circoscrizione Campania 2 (collegio 3) o Veneto 1 (collegio 1). Il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, sconfitto nella sua Ferrara, è, invece, capolista nel collegio plurinominale Emilia Romagna 1. Roberta Pinotti, titolare della Difesa, confidano rispettivamente nel collegio 2 e in Toscana nel collegio 1 si augura di passare in Piemonte nel collegio 2 o in Toscana nel collegio 1. Il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli avrà una seconda chance grazie al collegio 1 della Lombardia.

Gli esclusi del M5S

In casa grillina forte delusione per l'ex capitano di fregata Gregorio De Falco e per l’ex Iena, Dino Giarrusso che, nel collegio Gianicolense, ha ceduto il passo a Riccardo Magi, il candidato di +Europa. "Sono felice di essermi candidato, benché fossi in un collegio praticamente impossibile da vincere. Sono felice di aver conosciuto i cittadini del territorio, in una campagna strada per strada che è stata una delle esperienze più belle e formative della mia vita: avrei voluto portare le loro istanze alla camera, e mi spiace non poterlo fare.

Ho perso la sfida, - ha concluso - non andrò in parlamento, e faccio gli auguri di buon lavoro a chi mi ha battuto". Molto male anche la quarta gamba del centrodestra ‘Noi con l’Italia’ che, non avendo raggiunto il 3%, lascia a casa gente come Roberto Formigoni e lo stesso Raffaele Fitto.

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