"Riforma pensionistica nella legislatura. Per i medici studiamo delle garanzie"

Il sottosegretario: "Bisogna evitare contraccolpi sul settore sanitario"

"Riforma pensionistica nella legislatura. Per i medici studiamo delle garanzie"
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Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro della Lega, i medici scendono in piazza contro il taglio delle pensioni previsto dalla manovra per i dipendenti pubblici. Riuscirete a evitare la mobilitazione?

«Stiamo lavorando a un aggiustamento, dobbiamo portare a casa in sinergia con tutti i ministeri una norma che garantisca non solo i medici ma anche le altre categorie. Ci stiamo lavorando oggi non posso dire che la norma è fatta, quando sarà pronta la condivideremo».

Senza una correzione si comprometterebbe il comparto pubblico e sanitario?

«Dalle valutazioni in corso si evince che dobbiamo intervenire perché oggettivamente la situazione potrebbe incentivare le fuoriuscite e questo potrebbe creare un danno in settori strategici quali sono la sanità e gli enti locali visto l'impegno sul Pnrr».

Si è parlato di un possibile aspetto incostituzionale della norma.

«Incostituzionale non direi, perché prevede un ricalcolo uguale per tutti, ma certo come ho detto potrebbe creare un disagio enorme».

Perché allora è stata inserita nella manovra?

«Questa norma nasce perché volevamo dare una congruità e una equità a tutte le varie pensioni, ma oggettivamente ora capiamo che fatta in questo momento e in questo modo può creare in generale situazioni di disagio lavorativo, che non siamo pronti a gestire».

Per l'aggiustamento c'è un problema di coperture finanziarie?

«No, la norma non ha grandi effetti sulla triennale della spesa di bilancio. Ha effetti importanti in quanto crea sicuramente un vantaggio nel 2040 di alcuni miliardi, ma parliamo del 2040».

Il capitolo pensioni è attenzionato da Bruxelles. La ratio della manovra è figlia anche delle raccomandazioni Ue sulla spesa previdenziale?

«Noi in questa manovra abbiamo voluto dare priorità al taglio del cuneo fiscale, e sul sistema pensionistico abbiamo cercato di lasciare una certa flessibilità in uscita, in attesa della riforma di Quota 41. Abbiamo cercato di eliminare le iniquità della legge Fornero, per esempio abbiamo tolto per la pensione di vecchiaia il requisito dover maturare almeno l'1,5 della famosa pensione sociale, una cosa iniqua che poteva innalzare ancora di più l'età pensionistica e i contributi da versare. Sono tutti piccoli passi verso la riforma».

Riforma in che tempi?

«Non so se l'anno prossimo, ma comunque nella legislatura. Mi lasci dire che abbiamo anche inserito la possibilità di far versare alle aziende fino a 5 anni di contributi nei periodi di formazione dei lavoratori, per dare una mano ai giovani ad arrivare prima ai 41 anni di contributi».

Il ddl Lega sulla differenziazione degli stipendi in base al costo di vita. Il Pd dice che spacca l'Italia.

«Il Pd fa demagogia.

La proposta serve ad aumentare gli stipendi. Noi siamo contro il salario minimo perché toccherebbe tutti i livelli salariali, con questa proposta si toccano gli accessori che possono aumentare il livello salariale. Non si tocca la contrattazione centrale».

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