Da sempre il potere corre veloce sulle rotaie. Per vincere guerre o per stabilire la pace

Da Abramo Lincoln a Kim Jong-un le locomotive spingono anche la politica

Da sempre il potere corre veloce sulle rotaie. Per vincere guerre o per stabilire la pace

Da Biden a Meloni, passando anche per Zelensky gli statisti sono tornati a spostarsi con il treno. L'aereo sembra aver perso il suo primato nel trasportare il potere da un luogo ad un altro. Insomma se negli anni Cinquanta del secolo scorso nasceva il termine jet set, per indicare che i ricchi e potenti erano gente da aeroplano a reazione, ora sembra si stia tornando al train-set, che sembra ricordare i fasti della Transiberiana per l'esposizione di Parigi del 1900. Del resto però la politica ha sempre amato i treni e si è fatta politica sia con il treno che sul treno. Tra i precursori in questo senso ci fu Abramo Lincoln. Il presidente Usa fu tra i primi a utilizzare la locomotiva come mezzo per rendere più efficiente la sua campagna politica. Venne assassinato nel 1865 proprio il giorno prima di inaugurare la United States, la nuova carrozza del treno presidenziale costruita da George Pullman. La utilizzò da morto. Il corpo di Lincoln venne trasportato a bordo della United States attraverso tutto il Paese, fino a Springfield (Illinois), in un corteo funebre composto da nove lussuosissime carrozze.

Il treno, a un certo punto, diventò anche lo strumento politico fondamentale per vincere o far finire le guerre. E non stiamo parlando di spostare truppe ovviamente.

Il 9 aprile del 1917 un treno con vagoni piombati, che gode di extraterritorialità e con a bordo una nutrita scorta di soldati tedeschi, parte dalla Svizzera alla volta della Svezia. A bordo si trova Lenin con un seguito di 32 persone, tra le quali la moglie, l'amante e il figlio di nove anni. Tutto nasce da un piano dell'Alto comando tedesco, precisamente del ministro Von Berger, capo del così detto ministero per la sovversione. I tedeschi sono entrati in contatto con Aleksandr Gelfand detto Parvus, un rivoluzionario russo, e con lui hanno concertato il rientro di Lenin in Russia. Il governo menscevico, presieduto da Aleksandr Kerenskij, deposto lo zar, aveva dichiarato di voler continuare la guerra. Che effetti destabilizzanti ebbe il treno dei rivoluzionari non serve spiegarlo.

E se il treno piombato non bastò a vincere la guerra fu sempre su un vagone ferroviario che vennero stabilite le durissime condizioni di armistizio della Prima guerra mondiale. Il cessate il fuoco fu sottoscritto alle ore 5.00 dell'11 novembre 1918 a Compiègne, in una elegante carrozza, il vagone sala del maresciallo Foch, in cui di fatto i tedeschi accettarono di deporre le armi senza condizioni. I nazisti riesumarono lo stesso vagone per far firmare l'armistizio ai francesi sconfitti (nel 1940) nella Seconda guerra mondiale e poi se lo portarono a casa per sicurezza (venne distrutto durante i bombardamenti alleati o più probabilmente fatto saltare in aria dalle Schutzstaffel nel 1945).

Ma a essere sinceri il treno non è mai tramontato del tutto.

La dittatura nord coreana sono anni che utilizza treni blindati per i suoi viaggi di Stato verso la Cina e la Russia. Putin ha recentemente solo rispolverato le metodiche di spostamento di Kim Jong-un e prima di lui di Kim Jong-il. Purtroppo non ha copiato solo il treno...

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica