Il serial killer di islamici terrorizza Albuquerque

Quattro omicidi tra novembre e venerdì fanno pensare a un'unica mano. Indaga l'Fbi

Il serial killer di islamici terrorizza Albuquerque

È su un serial killer accecato dall'odio religioso che si concentrano i sospetti in merito ai quattro omicidi che hanno sconvolto la città di Albuquerque, nel tranquillo New Mexico. Omicidi - tre compiuti di recente e uno nel novembre 2021 - che hanno sempre per vittime cittadini di fede islamica e originarie dell'Asia meridionale. La polizia ha aperto un'indagine a cui sta lavorando anche l'Fbi, che ha creato un portale online in cui la popolazione può riversare informazioni utili. Muhammad Afzaal Hussain, 27 anni, e Aftab Hussein, 41 anni, due pakistani che frequentavano la stessa moschea, sono stati uccisi a una settimana di distanza, rispettivamente l'1 agosto e il 26 luglio. Il primo è stato trovato morto su un marciapiede e il decesso è legato a colpi di arma da fuoco, mentre il secondo è stato trovato gravemente ferito sempre con colpi di arma da fuoco ed è morto in seguito. Nella notte fra venerdì e sabato è stato ucciso invece Naeem Hussain, 25 anni, il cui corpo è stato rinvenuto dagli agenti che hanno risposto alle notizie di una sparatoria poco prima di mezzanotte. La sua uccisione, ha spiegato la polizia di Albuquerque, «potrebbe essere collegata» a quella degli altri due musulmani, e forse anche a quella di Mohammad Ahmadi, 62 anni, un musulmano dell'Afghanistan ucciso fuori da un'attività che gestiva con suo fratello il 7 novembre scorso. Un omicidio irrisolto, su cui ora le forze dell'ordine stanno cercando di fare luce. «Sono arrabbiato e rattristato per queste morti - ha scritto su Twitter il presidente americano Joe Biden - Mentre attendiamo l'esito delle indagini, le mie preghiere sono con le famiglie delle vittime. La mia amministrazione è a fianco della comunità musulmana. Questi attacchi d'odio non hanno posto in America». Intanto le indagini proseguono, e la polizia ha pubblicato un volantino che mostra un «veicolo di interesse»: non è chiaro a chi appartenga o come sia potenzialmente collegato agli attacchi, ma «si sospetta sia stato utilizzato come mezzo di trasporto nei recenti omicidi dei 4 uomini musulmani». «Dobbiamo trovarlo», ha sottolineato il sindaco di Albuquerque, Tim Keller. Le forze dell'ordine non hanno confermato in modo definitivo se tutti e quattro gli attacchi sono legati, ma il vice comandante della divisione investigativa criminale del dipartimento di polizia, Kyle Hartsock, ha ammesso che «c'è una forte comunanza in tutte le vittime, la razza e la religione». La governatrice del New Mexico Michelle Lujan Grisham, da parte sua, si è detta «arrabbiata e rattristata che ciò stia accadendo in questo stato, un luogo orgoglioso della diversità di cultura e pensiero. Questo non è quello che siamo». «Non ci fermeremo nella nostra ricerca della giustizia per le vittime e le loro famiglie - ha aggiunto - e stiamo mettendo a disposizione ogni risorsa per arrestare l'assassino o gli assassini, li troveremo». La governatrice ha detto che invierà altra polizia statale, e la città sta aumentando la presenza degli agenti nelle moschee, nelle scuole affiliate ai musulmani e alla University of New Mexico.

I gruppi musulmani locali e nazionali, allo stesso tempo, hanno avvertito i residenti di essere cauti: «Esortiamo tutti a prendere precauzioni, incluso assicurarsi di non essere seguiti ed evitare di camminare da soli di notte - ha scritto su Facebook il Centro islamico del New Mexico - In particolare queste avvertenze sono rivolte ai nostri membri che vivono nella zona a sud-est della città, dove sono avvenuti gli omicidi».

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