Sessanta minuti e unanimità. Così Draghi riaprirà il Paese

Una cabina di regia lampo con testi già pronti, poi il Cdm. Salvini voleva il sondaggio social sul coprifuoco

Sessanta minuti e unanimità. Così Draghi riaprirà il Paese

È lo stesso Mario Draghi, dopo aver monitorato l'andamento del contagio e aver ascoltato i pareri delle forze politiche, a portare in cabina di regia la sua proposta di riapertura (con testi già pronti): «Abbiamo deciso di riaprire gradualmente per monitorare gli effetti delle riaperture sui contagi». Sessanta minuti e unanimità. Una road map che prevede uno spostamento del coprifuoco alle 23 per 20 giorni, per poi passare il 7 giugno a mezzanotte e alla cancellazione a partire dal 21 giugno. Provvedimenti che appaiono come la prosecuzione della logica del «rischio ragionato» che il premier sposa fin dallo scorso 17 aprile, cercando la mediazione tra le richieste «aperturiste» di Lega e Forza Italia e la linea soft invocata da Pd e Leu. Ma ora la nuova accelerazione è nei fatti ed è figlia del miglioramento del quadro complessivo e dell'accelerazione dettata sul fronte della campagna vaccinale dal generale Figliuolo con il quale il presidente del Consiglio lavora nella massima armonia. Persino Speranza deve abbozzare: «Grazie alle misure, alla cautela della stragrande maggioranza delle persone e all'impatto delle vaccinazioni possiamo proseguire il percorso graduale di riaperture».

Alla fine in cabina di regia si trova una sostanziale unità di intenti. Giancarlo Giorgetti prova ad accelerare sui tempi, si consulta con Matteo Salvini con gli altri ministri leghisti prima del Consiglio dei ministri, ma dal leader del partito ottiene il via libera. Le riaperture vengono rivendicate e salutate con favore da tutti, anche da chi nelle ultime settimane aveva espresso perplessità, sia pure a mezza bocca. Enrico Letta, ad esempio, scommette sull'uscita definitiva dal tunnel. Bene! Il governo Draghi sceglie riaperture irreversibili, cioè graduali e basate sulle evidenze scientifiche. È la linea giusta. Quella che eviterà richiusure, farà ripartire l'economia e darà forza alla stagione turistica».

E anche i Cinquestelle con il ministro alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, salutano il «tentativo di normalità, il Paese sta superando la pandemia, era giusto dare un segnale ai cittadini che vogliono provare a vivere un'estate normale».

Sul fronte del centrodestra di governo Lega e Forza Italia possono salutare le riaperture e il rispetto della data chiesta a gran voce da Matteo Salvini, quel suo «da lunedì bisogna riaprire» ripetuto come un mantra e addirittura un sondaggio contro il coprifuoco lanciato in mattinata su Instagram. I due partiti avrebbero voluto un coprifuoco da subito spostato alle 24, senza lo step intermedio delle 23 e una accelerazione più forte sul green pass. La Lega fa trapelare «soddisfazione, nonostante le resistenze di qualcuno, per le riaperture: dai centri commerciali alle palestre, per arrivare a tutti i bar e ristoranti dal primo giugno. Soddisfazione anche per il superamento del coprifuoco, che nelle zone bianche sarà realtà già dai prossimi giorni. Su alcuni fronti invece, dalle piscine al chiuso ai matrimoni e alle discoteche, lavoreremo per anticipare riaperture e ripartenze». Una posizione non troppo diversa da quella del capogruppo di Forza Italia, Roberto Occhiuto che non nasconde un pizzico di delusione. «Avevamo chiesto di spostare il coprifuoco almeno dalle 24, avevamo chiesto la ripartenza del settore wedding dall'1 giugno: abbiamo ottenuto meno di quello che speravamo, ma questo non è un governo di centrodestra». Mariastella Gelmini fa notare, comunque, che «saluteremo il coprifuoco nel giro di qualche settimana, finalmente abbiamo una data per il wedding, e i ristoranti al chiuso saranno aperti anche a cena dall'1 giugno. È stato trovato un importante punto di equilibrio. Proseguiamo verso il ritorno alla normalità». Non manca qualche voce in controtendenza, come quella di Paolo Barelli che oltre a essere un esponente di Forza Italia è anche il presidente della Federnuoto e non nasconde l'irritazione per la riapertura delle piscine rinviata al primo luglio. «È un disastro, sono allibito, manderanno gambe all'aria qualche migliaio di società e impianti sportivi».

Sul fronte dell'opposizione Giorgia Meloni - che nel sondaggio settimanale del Tg de La7 supera per la prima volta il Pd - bacchetta l'esecutivo.

«C'è ben poco da gioire sulla scelta dell'esecutivo di limitarsi ad allentare solo un po' il guinzaglio che ha stretto al collo degli italiani. Fratelli d'Italia continuerà a chiedere l'abolizione immediata del coprifuoco».

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