Un sindaco accusa Bonaccini: "Atteggiamento minatorio". E spunta un audio

Il sindaco di Jolanda di Savoia deposita un esposto ai carabinieri. Borgonzoni: "Bonaccini dia l'ok alla diffusione del video". Il dem: "Torno a occuparmi di Emilia Romagna"

Un sindaco accusa Bonaccini: "Atteggiamento minatorio". E spunta un audio

Il 26 gennaio si avvicina, i politici scaldano i motori e le polemiche infiammano il dibattito politico. Al centro della spinosa campagna elettorale in Emilia Romagna, oltre alla sanità, c'è anche il tema di Jolanda di Savoia. Il piccolo comune nel Ferrarese si trova catapultato sulla scena nazionale dopo che la Lega, per voce del sindaco di Ferrara Alan Fabbri, aveva denunciato il "boicottaggio" del Pd dopo che il vicesindaco, Elisa Trombin, si è candidata con Lucia Borgonzoni.

Ieri il sindaco di Jolanda, Paolo Pezzolato, si è presentato dai Carabinieri di Bologna per depositare un esposto per quanto successo nelle ultime settimane. Il Comune, spiegò Fabbri, "poteva contare su tre dipendenti in più" ma "ora si trova in difficoltà" perché "le amministrazioni a guida Pd" dei comuni limitrofi avrebbero "revocato l'accordo di collaborazione". Secondo la Lega, il "cambio di rotta" sarebbe "scattato guardacaso dopo la candidatura" con Borgonzini del vicesindaco. Secondo quanto ricostruito dal Carlino, nell'esposto Pezzolato racconta che a ottobre Trombin sarebbe stata "avvicinata dal Presidente Stefano Bonaccini" per proporle di "cadidarla nella lista civica facente riferimento alla sua persona". La vicesindaco ci pensa, poi viene "avvicinata anche dalla Borgonzoni". E alla fine decide di sposare la causa leghista.

Le telefonate con Bonaccini

Il 19 dicembre, però, sempre secondo quanto riporta Pezzolato nell'esposto, "Elisa telefonò a Bonaccini, in quanto questi l'aveva incalzata per sapere se avessero sciolto le riserve". Chiusa la chiamata, "Elisa, visivamente turbata, riferiva a me e agli altri commensali che Bonaccini, avendo appreso del suo dieniego e della sua adesione alla lista contrapposta, aveva assunto un tono irritato, tanto da chiudere la comunicazione con una frase che lei ci riportò testualmente: 'Se vinco io, tu e il tuo Comune siete finiti'". Il giorno dopo, il governatore uscente avrebbe telefonato anche al sindaco. Di questa conversazione esisterebbe un audio, che la Lega si dice pronta a rendere pubblico. Bonaccini, riporta Pezzolato, gli avrebbe detto che "il fatto che Elisa fosse schierata con la parte avversaria, se confermato, avrebbe fatto sì che succedesse 'qualcosa rispetto ai rapporti con voi'".

Quel "qualcosa" sarebbe la scelta di alcuni comuni, tutti a guida centrosinistra, di non partecipare (e in un caso revocare) alla collaborazione con Jolanda. A dicembre il sindaco aveva chiesto "l'utilizzo condiviso di cinque dipendenti" ai comuni limitrofi. All'inizio sarebbe arrivato l'impegno formale di alcuni, poi l'"improvviso cambio di atteggiamento". "Dopo la pubblicazione delle liste - si legge nell'atto- un Comune che ancora non si era espresso, sollecitato rifiutò il nulla osta; un altro revocò la precedente adesione, un altro anticipò la scadenza concordata". E così è partito l'esposto. "Sino alle ultime revoche - conclude il sindaco - avevo sperato si trattasse solo di un atteggiamento anomalo e minatorio, ma senza pregiudizi verso la mia amministrazione".

La difesa di Bonaccini

Nei giorni successivi, scrive ancora Pezzolato come riporta il Carlino, "venivo ricontattato da Bonaccini, che prendeva le distanze, invitandomi a contattare i referenti dei Comuni perché confermassero che con lui non avevano avuto contatti sull'argomento". Tanto che il presidente uscente replica: "Il sindaco dice di aver fatto una segnalazione alle autorità competenti, avremo eventualmente modo di parlarne lì, senza alcun problema da parte mia. Torno a occuparmi di Emilia-Romagna".

Lo scontro politico

Immediata però la reazione politica. "C’è qualcosa che non torna, anche se Bonaccini ha detto di non voler parlare di un Comune di appena 3mila abitanti. Pd, parlaci di Jolanda di Savoia", attacca Matteo Salvini. Duro l'affondo di Borgonzoni: "Non stiamo parlando di questioni private, ma di rispetto delle istituzioni e dei ruoli che si ricoprono nell'ambito di una vicenda che, se confermata, sarebbe gravissima. A questo punto, per fugare ogni dubbio, credo che il mio avversario del Pd dovrebbe dare l'ok alla diffusione dell'audio.

Ieri, in occasione dei nostri confronti, Bonaccini ha detto di aver chiamato il sindaco solo per discutere del personale tagliato. Sono sicura che la registrazione confermerà quanto detto dal mio avversario del Pd. O no?".

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