La sinistra va in ordine sparso tra boicottaggio del "made in Usa" e i rimpianti della Via della Seta

Fratoianni presenta la app per evitare i prodotti americani. E Conte insiste sul mercato cinese

La sinistra va in ordine sparso tra boicottaggio del "made in Usa" e i rimpianti della Via della Seta
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Giuseppe Conte (foto) rimpiange la «Via della Seta», Matteo Renzi chiede di cacciare i ministri Urso e Lollobrigida, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (foto) lanciano una app per boicottare il Made in Usa, Roberto Speranza, dal Pd, è sarcastico e parla di Trump «amico speciale». I dazi di Donald Trump compattano, per un giorno, le opposizioni contro il governo di Giorgia Meloni. Particolarmente creativa è la trovata di Alleanza Verdi e Sinistra. Bonelli e Fratoianni non si limitano ad accusare l'esecutivo di aver sbagliato strategia e di sudditanza nei confronti della Casa Bianca. I rossoverdi, dopo la decisione di vendere la Tesla di casa Fratoianni, lanciano una app per scovare i prodotti americani e decidere di non comprarli. L'obiettivo? Scegliere «i prodotti italiani ed europei» e «individuare dove sono prodotte le merci e per scegliere di difendere l'Italia e l'Europa e respingere la tracotanza e l'aggressione di Trump alla nostra economia e alla nostra occupazione». Con tanto di prova in diretta, mercoledì, dello strumento a favore di telecamere davanti Montecitorio. «Origine: Stati Uniti d'America. Questo prodotto sostiene indirettamente le politiche aggressive e protezionistiche dell'amministrazione Trump», è la scritta che appare dopo il check sull'app Trump Tax. Fratoianni insiste: «Trump dichiara una guerra e getta il mondo ulteriormente nel caos». Schlein e Conte usano la stessa formula. «È incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente, si sapeva da mesi che questo giorno sarebbe arrivato. Ma Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l'amico Donald e fa arrivare l'Italia impreparata a questo disastro», spiega la prima. «Meloni è arrivata completamente impreparata a questa catastrofe dei dazi, che si sta abbattendo sulle nostre imprese e sui nostri lavoratori come uno tsunami economico», attacca il secondo. Che va oltre: «Meloni ha strappato l'accordo con la Cina sulla via della Seta che invece era un utilissimo strumento per diversificare il nostro export. Adesso dovrà chiedere scusa a Xi Jinping e recuperare questa prospettiva».

Renzi, invece, ne approfitta per chiedere un rimpasto di governo.

«Al posto di Lollobrigida e Urso mettiamo due persone del mondo imprenditoriale che conoscono i problemi delle nostre aziende», propone. Per Bonelli «I seguaci del trumpismo sono in silenzio, ma il rischio di perdita di posti di lavoro nel nostro Paese è elevatissimo». Speranza sfotte: «E menomale che Trump era l'amico speciale».

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