Un Supersalone per la ripartenza

C'era anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a inaugurare ieri il Supersalone, come si chiama questa edizione così speciale di quell'ormai imperdibile Salone del Mobile che porta Milano sulle prime pagine di tutto il mondo

Un Supersalone per la ripartenza

C'era anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a inaugurare ieri il Supersalone, come si chiama questa edizione così speciale di quell'ormai imperdibile Salone del Mobile che porta Milano sulle prime pagine di tutto il mondo, facendo decollare i fatturati delle nostre imprese insieme alla visibilità della città. Un classico ormai come la Parigi-Roubaix o la notte degli Oscar, capace di attirare non solo l'attenzione degli addetti del settore, ma soprattutto quella di un ben più vasto pubblico che lo considera ormai un appuntamento imperdibile. E così è stato anche questa volta, con Milano che per la prima volta dopo 18 mesi ha rivisto il traffico nelle strade, gli hotel pieni (con i prezzi purtroppo raddoppiati) e le code per entrare nei tanti eventi del Fuorisalone che l'hanno finalmente rianimata. Un meraviglioso filtro d'amore ottenuto da una città unica al mondo come Milano, mischiando affari, tecnologia, innovazione, tradizione artigianale, buon gusto tutto italiano e mondanità. Una ricetta apparentemente semplice, ma che solo a queste latitudini e all'ombra delle guglie del Duomo trova la sua magica combinazione. Ancor più in quest'anno di (speriamo) post pandemia, nel momento in cui politica, imprenditoria e creatività cercano un segnale forte di rinascita: non solo per la città, ma per tutto il Paese e forse anche oltre. Di qui la decisione del suo curatore, l'archistar Stefano Boeri, di collocarlo sulla soglia di un anno lavorativo che riparte e alla vigilia di una stagione che tutti vorremmo marchiare come quella della rinascita. Un dopoguerra da boom economico, come quello vissuto dall'Occidente dopo l'ultimo conflitto mondiale, perché di guerra si è trattato e a Milano e in Lombardia è ben difficile dimenticarlo. Anche se la notizia di questi giorni è che nelle terapie intensive i pazienti presenti sono tutti non vaccinati. E per questo hanno colpito ancora di più le parole pronunciate dal presidente della Fondazione Fiera Enrico Pazzali, uno che insieme al governatore Attilio Fontana ha voluto e realizzato, con i soli fondi della beneficenza, l'ospedale per le terapie intensive nei veccghi padiglioni. «Una festa - le sue parole - che voglio dedicare a medici, infermieri, tecnici e volontari che hanno lavorato senza mai fermarsi: eroi, silenziosi e operosi, di questa nostra ripartenza».

Un passato e un futuro che si saldano, come i due poli di una straordinaria batteria pronta a sprigionare le migliori energie. Del cuore come hanno dimostrato i lombardi che non si sono lasciati travolgere dallo tsunami e della mente che anche in questo Salone sta dimostrando tutta la sua energia. Vitale. E per questo rivoluzionaria.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica