Toti: "Spiegherò tutto". La verità sulle cene

Il governatore pronto a rispondere al più presto al gip. Spinelli: "Non ha fatto nulla, io ho aiutato anche il Pd"

Toti: "Spiegherò tutto". La verità sulle cene
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Giovanni Toti «non ha fatto niente» per la proroga della concessione del Terminal Rinfuse. Sui finanziamenti ai partiti, «io una mano l'ho sempre data, anche al Partito democratico. Ho fatto la campagna elettorale per la Paita (Raffaella Paita, sconfitta da Toti alle Regionali in Liguria nel 2015, estranea l'indagine, ndr), non la conoscevo mica». Il verbale riempito da Aldo Spinelli, lo zar del porto di Genova che secondo i pm avrebbe corrotto il governatore della Liguria per ottenere delibere e favori, a partire da quel rinnovo trentennale della concessione, restituisce il contesto in cui l'imprenditore ha fatto i bonifici, tutti «tracciati», ai comitati elettorali di Toti e non solo.

Fonti del Giornale rivelano un'altra verità anche sul pranzo a Montecarlo con Toti, di cui ha parlato Spinelli ai magistrati. «È venuto al Grill (Le Grill dell'Hotel de Paris, ndr) a mangiare ultimamente con la moglie, si trovava per lavoro con Briatore (estraneo all'inchiesta, ndr) e anche lì non ha pagato nessuno - ha detto l'imprenditore -. Al Grill credo che sia venuto questa volta e poi basta, al Beach (Monte Carlo Beach, albergo, ndr.) mai. È andato per conto suo con Briatore ma non so se in un hotel che costava meno». «Toti e sua moglie si erano recati» nel Principato «per motivi di famiglia con la loro auto», lui «li ha invitati per una rapida colazione. La notte in albergo l'ha pagata il governatore di tasca propria», precisa il legale di Toti, Stefano Savi. Fonti di primo piano rivelano anche che Spinelli «a tutti i costi ha voluto pagare» perché «diceva che era casa sua». Il menù? «Un brunch, pollo allo spiedo e un dolce in due». È stata «l'unica volta».

Toti attende la convocazione dei pm, a cui ha chiesto di farsi interrogare, e attraverso il suo legale tiene a ribadire di «non aver commesso alcun reato» e di essere «preparato per dimostrare la correttezza del mio operato». Sperava che l'interrogatorio fosse fissato prima, ma «accetta» i tempi della Procura. Se dovessero slittare ancora, il governatore, a cui spetta la valutazione su eventuali dimissioni, avrebbe la necessità di trovare un modo di comunicare con la sua maggioranza. Ma confida di poter rispondere nel merito delle accuse, a partire dai 74mila euro contestati come mazzette. Insisterà con i pm che i soldi ricevuti sono sempre stati tutti versati al Comitato nel rispetto della legge, in chiaro. Sul rinnovo della concessione per il terminal Rinfuse, per i pm il presunto do ut des, oltre a ribadire che il fascicolo era approdato sul suo tavolo in Regione dopo il sì di altri enti competenti, Toti ricorderà che l'obiettivo non era favorire «a senso unico» Spinelli, ma una soluzione che evitasse una guerra tra terminalisti. Quanto alla spiaggia di Punta dell'Olmo, che Spinelli ambiva a privatizzare, il presidente avrebbe detto «vedo cosa posso fare» solo per silenziare le «insistenze» dell'imprenditore, visto che era pacifico che non fosse possibile privatizzare l'arenile. Lo stesso Spinelli ai pm ha dichiarato che il governatore «non ha fatto nulla». E lo ha confermato anche il figlio Roberto, indagato e interrogato due giorni fa: «La pratica era finita. Mio padre ogni anno chiedeva a Toti come poter fare». E aggiunge: «Mio padre ha 84 anni, dopo che è mancata mia madre era impossibile gestirlo () più volte abbiamo pensato di mettergli l'amministratore di sostegno». Spinelli jr precisa anche di essere stato contrario alle erogazioni: «Ho intimato mio padre a non fare più finanziamenti da anni, non volevo più finire sui giornali». A quanto si apprende gli avvocati di Aldo Spinelli avrebbero intenzione di chiedere una valutazione medica delle sue condizioni psico-fisiche.

Quanto a Paolo Signorini, presidente dell'autorità portuale agli arresti per corruzione, a cui i pm contestano soggiorni e cene a Montecarlo pagate da Spinelli e un incarico da 300mila euro promesso in cambio di favori, l'imprenditore spiega: «Paolo era disperato perché gli finiva il lavoro e gli ho detto: finiscila di piangere. Un posto di lavoro te lo troviamo stai tranquillo».

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