Ucciso il numero uno del nucleare iraniano E Teheran accusa: "Assassini israeliani"

Il fisico Fakhrizadeh morto in un agguato. Tutti i sospetti convergono sul Mossad

Ucciso il numero uno del nucleare iraniano E Teheran accusa: "Assassini israeliani"

Beirut. Le strade di Absard, città nella provincia di Damavand a nord-est della capitale iraniana Teheran, sono puntellate di ville per le vacanze di proprietà della élite iraniana con vista sul monte più alto del Paese. Ieri, sebbene fosse l'inizio del weekend, l'area era vuota rispetto al normale a causa del lockdown imposto per contenere la pandemia di coronavirus. Ma questo scenario era il migliore che si potesse offrire ai killer dello scienziato Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi.

Il fisico, considerato tra i capi del programma nucleare iraniano, è stato ucciso a colpi di pistola. Foto e video condivisi online hanno mostrato la sua berlina Nissan con fori di proiettile sul parabrezza e sangue versato sulla strada. C'è stato prima lo scontro tra gli aggressori e le guardie del corpo dello scienziato, ferito gravemente e subito portato in ospedale. Ma nonostante gli sforzi del team di medici pochi minuti dopo è morto. I sospetti convergono sul Mossad, lo scienziato infatti secondo fonti israeliane sarebbe stato nella lista dei suoi obiettivi.

La carriera e le attività di Fakhrizadeh erano note. «Ricordatevi questo nome», aveva avvertito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riferendosi a lui quando aveva rivelato che Israele aveva sottratto da un magazzino a Teheran un vasto archivio di materiale iraniano sul programma di armi nucleari. Nel 2015 il New York Times aveva paragonato Fakhrizadeh a Robert Oppenheimer, il fisico che aveva diretto il Progetto Manhattan che portò alla creazione della prima bomba atomica durante la seconda guerra mondiale. Anche lo scienziato iraniano, nato nel 1958 a Qom, era un professore di fisica ed è stato a capo del Progetto Amad (Speranza), il presunto programma segreto creato nel 1989 che aveva come obiettivo costruire la bomba atomica poi chiuso nel 2003 in accordo con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Ma non sono tardate ad arrivare le reazioni iraniane al suo omicidio. «L'assassinio degli scienziati nucleari è l'atto più violento per impedirci di raggiungere la scienza moderna», ha subito twittato Hossein Salami, il comandante in capo dei Pasdaran. Hossein Dehghan, consigliere del leader supremo dell'Iran Ali Khamenei e candidato alle elezioni presidenziali iraniane del 2021, ha invece avvertito: «Negli ultimi giorni della vita politica del loro alleato, i sionisti cercano di aumentare la pressione sull'Iran affinché intraprenda una guerra in piena regola», riferendosi al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. «Scenderemo come un fulmine sugli assassini di questo martire oppresso e faremo rimpiangere le loro azioni!», ha poi tuonato. Il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha invece ammonito: «Oggi i terroristi hanno ucciso un eminente scienziato iraniano.

Questa codardia - che presenta gravi indizi del ruolo giocato dagli israeliani - mostra la natura guerrafondaia dei loro autori». E ha poi invitato la comunità internazionale «a condannare questo atto di terrore di stato».

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