Usa, lacrimogeni federali sul sindaco di Portland. È la sfida di Trump ai Dem

Gli agenti lanciano gas sui manifestanti. Per il Covid salta la Convention repubblicana

Usa, lacrimogeni federali sul sindaco di Portland. È la sfida di Trump ai Dem

Per la prima volta negli ultimi 4 mesi, da marzo, tornano a crescere le richieste di sussidi di disoccupazione, che salgono di 100mila unità in una settimana e arrivano a quota 1,4 milioni. Un brutto segnale per il mercato del lavoro. Nel frattempo i contagi da coronavirus sfondano la soglia dei 4 milioni e aumenta il numero di Stati con nuovi record di decessi e infezioni, mentre i sondaggi dicono che si allarga il divario tra il presidente degli Stati Uniti e il suo rivale democratico Joe Biden, con il primo indietro di 20 punti rispetto allo sfidante, che promette: «Lotterò per proteggere l'Obamacare e la salute degli americani».

Nel mezzo di una campagna elettorale in vista delle presidenziali del tutto inattesa e problematica, a Donald Trump, costretto ieri a cancellare la convention repubblicana di Jacksonville, destinata a essere il momento clou del suo percorso verso il voto, resta ancora il pedale della sicurezza e dell'ordine pubblico. Obiettivo: dipingere i democratici come pappemolli in tema di criminalità, irresponsabili che rischiano di lasciare il Paese in mano a frange radicali e di estrema sinistra o anarchiche.

Nelle ultime ore una buona occasione per accelerare sul tema sicurezza è arrivata di nuovo da Portland, Oregon, Nord-Ovest degli Stati Uniti, dove Trump ha inviato centinaia di agenti federali in una campagna contro la criminalità che ha deliberatamente preso di mira le città a guida democratica, teatro delle principali proteste del movimento Black Lives Matter contro il razzismo della polizia e additate dal leader Usa Trump come le più violente d'America. Si tratta di un'estensione della «operazione LeGend», dal nome di un bimbo di 4 anni (LeGend Taliferro) ucciso a giugno a Kansas City, Missouri, mentre era nel suo appartamento, colpito dagli spari di un'auto in corsa. La madre del piccolo, proprio ieri, si è detta a favore dell'operazione, che punta a domare il crimine.

Ma le città a guida democratica sono in subbuglio. Il risultato è che, durante le proteste contro la polizia mai sopite a Portland, a finire sotto i gas lacrimogeni degli agenti federali è stato il Democratico Ted Wheeler. Il sindaco era insieme ai manifestanti, a ridosso del recinto di protezione montato attorno al tribunale, quando è stato colpito.

La scena è la fotografia perfetta dello scontro che Trump sta cercando. Da una parte un esponente dell'opposizione al fianco dei manifestanti che contrastano le forze dell'ordine. Dall'altro l'ordine in persona, cioè gli agenti inviati dal presidente per lottare contro il crimine.

«Voglio ringraziarvi per essere venuti in migliaia a opporvi all'occupazione di questa città», aveva detto il sindaco di Portland prima di essere colpito, non si sa ancora bene se in maniera consapevole dagli agenti. Ironia della sorte, il sindaco era stato contestato poco prima dalla piazza, proprio perché considerato troppo morbido con la polizia locale (accusata di aver abusato di lacrimogeni contro i manifestanti), ed era stato ribattezzato «Tear Gas Ted», Ted lacrimogeno. Ma poco importa in questa corsa verso Usa 2020. La battaglia fra le «truppe di Trump» e i sindaci Democratici è appena cominciata. E rischia di segnare le prossime settimane. Da Chicago, la sindaca dell'altra città nel mirino del presidente replica all'annuncio del leader Usa di voler inviare gli agenti federali: «Non permetteremo di terrorizzare i nostri cittadini», tuona Lori Lightfood. Trump ha spiegato mercoledì di voler fermare il «bagno di sangue» a Chicago, teatro quotidiano di sparatorie e morti, e di voler estendere l'operazione LeGend a Philadelphia, Baltimora e Albuquerque.

Ma dall'altro leader Dem nel mirino si leva il grido di rivolta: «Non abbiamo bisogno della polizia segreta di Trump», attacca da Albuquerque, in New Mexico, il sindaco Tim Keller. L'opposizione evoca ormai gli abusi delle forze dell'ordine tipici delle dittature.

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