Vauro ancora contro Salvini: ecco l'ultima vignetta d'odio

Il vignettista, nel suo ultimo disegno per Il Fatto Quotidiano, ha associato il leader della Lega a un blitz anti-mafia

Vauro ancora contro Salvini: ecco l'ultima vignetta d'odio

Non bastano le dita delle mani e neanche quelle "in soccorso" dei piedi per contare le vignette di Vauro Senesi contro Matteo Salvini. Ogni settimana, il vignettista sforna disegni che attaccano frontalmente il segretario della Lega.

Il noto simpatizzante della sinistra (specie quella estrema e comunista) per l'edizione de Il Fatto Quotidiano di oggi, giovedì 16 gennaio, ha pensato bene di associare il capo politico del Carroccio al mega blitz antimafia che i carabinieri del Ros e la Guardia di Finanzia hanno condotto in Sicilia, riuscendo a colpire duramente i clan mafiosi dei Nebrodi.

L'esito dell'inchiesta della procura di Messina è infatti riuscita ad arrestare novantaquattro persone (48 in carcere e 46 agli arresti domiciliari) e a ottenere il sequestro di 151 imprese, conti correnti e rapporti finanziari. Milioni di euro finiti nelle casse del clan dei Batanesi e dei Tortoriciani. Come già registrato nella giornata di ieri anche da ilGiornale.it, nel mirino degli inquirenti sono finiti esponenti del sodalizio mafioso, imprenditori, amministratori e il sindaco di Tortorici: le accuse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, estorsione, falso, truffa. Il primo cittadino, Emanuele Gelati Sardo, secondo le accuse sarebbe stato "a disposizione dell'organizzazione mafiosa per la commissione di una serie di truffe".

Ecco, Vauro ha allora deciso di dedicare al blitz la vignetta per Il Fatto di oggi:"Messina – blitz antimafia, 94 arresti". Bene, la penna del vignettista disegna le due porte di due celle appaiate, dietro le quali fanno capolino le voci di due neo arrestati per mafia. Uno di loro dice: "Bei tempi quando al ministro dell'Interno bastavano i selfie con il giaccone della Polizia…". E l'altro, facendo il verso a uno degli slogan del leader leghista, gli risponde: "È finita la pacchia!".

Insomma, Vauro esalta l'operato del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, tirando invece le orecchie all'ex titolare del Viminale, che a par suo non si sarebbe occupato di queste questioni durante il suo mandato.

Un utente su Facebook, commentando la vignetta postata sul proprio profilo dal disegnatore, coglie nel

segno: "Fa ridere, ma in questo caso non c'entra nulla. Infatti, sono le procure che fanno partire le indagini, mica i ministri…la Lamorgese non c'entra nulla…". E anche questa volta Vauro non si smentisce...

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