Lo Zar cancella il sito delle madri dei soldati

Oscurato il gruppo online che chiedeva il ritiro delle truppe dal fronte

Lo Zar cancella il sito delle madri dei soldati

Disperate e stanche di vedere i propri figli strappati per andare a combattere, avevano lanciato una petizione online, l'unico mezzo che potesse amplificare il loro grido di dolore. Ieri il sito è stato bannato. Chiuso e silenziato dal governo. Le madri di soldati russi si erano unite a un'associazione di attiviste per chiedere il ritiro delle truppe di Mosca dall'Ucraina, lanciando la campagna, organizzata dal gruppo «Resistenza femminista russa contro la guerra», e lo avevano fatto coincidere con la festa della mamma che in Russia si celebra l'ultima domenica di novembre. La petizione pubblicata su Change.org e indirizzata ai parlamentari delle commissioni competenti della Duma di Stato e del Consiglio della Federazione aveva raccolto nelle prime ore dal suo lancio, oltre 1.500 adesione. «Da nove mesi va avanti la cosiddetta operazione militare speciale, che porta distruzione, dolore, sangue e lacrime», si legge nella petizione. «Tutto ciò che accade in Ucraina e in Russia preoccupa i nostri cuori. Indipendentemente da nazionalità, religione o stato sociale, noi madri della Russia siamo unite da un desiderio: vivere in pace e armonia, crescere i nostri figli in un ambiente pacifico e non aver paura per il loro futuro». Un'iniziativa che ha fatto fin troppo rumore per i gusti del Cremlino che ha subito rimediato. Il popolare social network russo VKontakte ha bannato il gruppo di famiglie di soldati. Bloccati su richiesta dell'ufficio del Procuratore generale senza spiegazioni, riferisce il Moscow Times. Intanto, giusto per salvare le apparenze, Vladimir Putin ha incontrato alcune di loro, ricevute attorno ad un tavolo imbandito con tè, dolci e frutti di bosco, come testimonia un video trasmesso dai media russi. «Comprendiamo - ha aggiunto dopo essersi schiarito la gola - che nulla possa sostituire la perdita di un figlio». Un incontro che segue la pubblicazione di varie denunce dal fronte, in particolare da chi è stato recentemente mobilitato per rafforzare i ranghi russi. Negli ultimi mesi sono uscite online decine di video registrati da soldati o da loro parenti, forti denunce della recente mobilitazione e delle pessime condizioni in cui si trovano alcuni soldati in prima linea, male equipaggiati, e chiamati a combattere in assenza di una chiara strategia bellica. La mobilitazione, che ufficialmente è durata circa un mese e mezzo, ha visto 318mila unità chiamate a combattere per mantenere le posizioni contro una controffensiva ucraina avviata su due fronti.

«Voglio che sappiate che condividiamo questo dolore con voi e, naturalmente, faremo di tutto affinché non vi sentiate dimenticate», ha detto Putin alle madri. Il presidente russo, sottolinea il Washington Post, si è servito del colloquio come un'occasione per ribadire il consueto elenco di accuse contro l'Occidente.

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