«Questa Finanziaria colpisce i più deboli»

L’allarme lanciato dal Movimento cristiano lavoratori. Che contesta anche il «caso Welby»

«Questa   Finanziaria colpisce  i  più deboli»

da Roma

Una Finanziaria «fatta praticamente di sole tasse», che «non ha un progetto, non rilancia lo sviluppo, non taglia la spesa pubblica, maltratta l’associazionismo e la sussidiarietà, punisce le categorie deboli». Uno scenario «confuso e instabile», che «mette tutto in discussione, anche cose non negoziabili come la famiglia e il rispetto della vita». Un dato politico incontrovertibile: «Non si può governare un Paese complesso come l’Italia a voti di fiducia e con una maggioranza che si regge sui senatori a vita».
È un grido d’allarme a tutto tondo quello che Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori, ha voluto lanciare aprendo il consiglio nazionale dell’organizzazione davanti ai rappresentanti di 280mila iscritti. Un atto d’accusa che muove dalla manovra di fine anno, «in parte ideologica», «fatta essenzialmente di tasse» e «rattoppata in tre mesi di continue contraddizioni e controindicazioni», per spostare poi l’accento sulle ragioni di profondo dissenso che permeano il mondo cattolico. A cominciare - ha spiegato Costalli - dalle «inaccettabili iniziative del ministro Mussi sulla ricerca delle cellule staminali embrionali in barba al popolo sovrano che col referendum aveva manifestato nettamente il suo pensiero», alle «sconcertanti aperture del ministro Turco alle droghe leggere», fino alla «spinta per i matrimoni gay e le unioni di fatto».
Anche il caso Welby ha trovato spazio nella lunga e appassionata relazione di Costalli, con il riferimento alla «vergognosa strumentalizzazione della malattia di una persona per forzare i toni e i tempi sull’eutanasia». Quanto al ruolo dei sindacati confederali, il presidente del Mcl si è soffermato sul travaglio di chi, pur «avendo avuto il privilegio di contrattare tutto», ha dovuto «sostenere (o subire)» scioperi e manifestazioni, fino alle contestazioni di Mirafiori. Esplicita la fotografia di «un atteggiamento altalenante: collaterale come non si vedeva da molti anni quello della Cgil (...), in difficoltà Cisl e Uil a spiegare ai lavoratori misure fiscali difficilmente difendibili».

Di qui l’invito all’organizzazione a «fare di più», a «coniugare come cattolici il possibile con il giusto», a farsi «portatori di verità» in un momento in cui «i cattolici sono additati come un ostacolo al raggiungimento della felicità».

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