Renzi il «rottamatore» costretto a fare il tagliando alla giunta

Un altro assessore lascia per andare a guidare una municipalizzata. Ora per il sindaco di Firenze il rimpasto sembra inevitabile. E l'Italia dei Valori, taglia fuori finora da Palazzo Vecchio, è già sul piede di guerra. Anche i vendoliani vogliono un posto in giunta

Stavolta il rottamatore dovrà fare il tagliando. Per Matteo Renzi, sindaco di Firenze, si avvicina il momento del rimpasto. Il primo cittadino fiorentino, al termine dell'ultima riunione di giunta, ha annunciato che l'attuale assessore al bilancio, Angelo Falchetti (indipendente) andrà alla presidenza della società municipalizzata Mercafir. Non sono ancora chiari i dettagli tecnici, ma nel giro di qualche settimana Falchetti dovrebbe lasciare formalmente le deleghe assessorili. Restano a questo punto in otto gli assessori della giunta Renzi, dei dieci iniziali.Il sindaco infatti non ha mai sostituito l'assessore all'Ambiente Cristina Scaletti (Idv), da un anno assessore alla Cultura della Regione.
Renzi avrebbe sempre avuto in mente una redistribuzione indolore delle deleghe, e piccoli aggiustamenti. Il primo cittadino non ha ancora annunciato i tempi, ma secondo fonti di maggioranza la vicenda Falchetti avrebbe impresso una svolta al «mini-rimpasto», riaprendo anche la contesa politica interna alla maggioranza, con l'Italia dei Valori scatenata nel chiedere una sua rappresentanza.
La maggioranza di centrosinistra che appoggia il sindaco è composta da Pd, Sel, Idv e Psi, ma solo Democratici e Socialisti hanno un loro rappresentante in giunta. L'Idv chiede dunque un suo assessore al posto della Scaletti, oppure la presidenza del Consiglio comunale, visto che Eugenio Giani (Pd) è entrato da qualche mese in Consiglio regionale e ha fatto sapere di essere disponibile a lasciare la presidenza dell'assemblea di Palazzo Vecchio. E anche Sel ambirebbe ad avere un suo assessore. Tutto si muoverà, però, non appena verrà trovato un accordo in maggioranza.

E negli ultimi giorni sono volati gli stracci: «Renzi si comporta come i peggiori democristiani di una volta - ha detto Fabio Evangelisti, segretario dell'Idv - prima delle elezioni sorrisi e pacche sulle spalle, il giorno dopo chi ha dato ha dato, e chi ha avuto ha avuto, come nella migliore tradizione dei suoi antenati democristiani, che però avevano tutt'altro stile, molta più capacità e meno supponenza».

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