Riforme, Draghi ai Paesi Ue: "Le priorità in Europa sono il lavoro e le liberalizzazioni"

Flessibilità, mercato del lavoro e liberalizzazioni. Sono queste le priorità per l'Unione Europa secondo il presidente della Banca centrale europea

Riforme, Draghi ai Paesi Ue: "Le priorità in Europa sono  il lavoro e le liberalizzazioni"

Flessibilità, mercato del lavoro e liberalizzazioni. Sono queste le priorità dell'Unione Europa secondo il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi.

"La riforma del mercato del lavoro prende forme diverse in paesi diversi: in alcuni bisogna rendere il mercato del lavoro più flessibile e anche più equo di quanto non sia oggi. In questi paesi c’è un mercato del lavoro a due velocità: molto flessibile per i giovani che hanno contratti di tre o sei mesi che possono venir rinnovati per anni, altamente inflessibile per la parte protetta della popolazione, dove i salari riflettono più l’anzianità che la produttività", ha dichiarato l'ex governatore della Banca d'Italia in un'intervista al Wall Street Journal.

Draghi poi ha aggiunto che "da un certo punto di vista i mercati del lavoro attuali sono iniqui a queste condizioni perché gettano tutto il peso della flessibilità sulle spalle dei giovani".

Per questo, i paesi Ue non hanno alcuna alternativa, data l’attuale crisi, al consolidamento delle finanze pubbliche. L’importante è attuare le riforme in grado di contrastare l’impatto sulla crescita. "La prima riforma strutturale che i Paesi europei devono darsi sono le liberalizzazioni dei prodotti e servizi. Le riforme strutturali più importanti che servono all’Europa sono soprattutto quelle dei mercati dei prodotti e dei servizi, quindi quella del lavoro, che ha forme diverse a seconda dei paesi", ha spiegato Draghi.

Parlando della crisi, l'ex governatore della Banca d'Italia ha dichiarato che "è difficile dire se la crisi è finita" perché "la ripresa procede molto lentamente e resta soggetta a rischi al ribasso".

I segnali positivi comunque ci sono, secondo Draghi, che cita una maggiore stabilità sui mercati finanziari e le decisioni di molti governi sul risanamento di bilancio, le riforme strutturali e abbiamo un fiscal compact dove i governi europei stanno iniziando a cedere la sovranità nazionale per l’intento comune di restare uniti; il sistema bancario sembra meno fragile di un anno fa; alcuni mercati del debito si sono riaperti. Tuttavia, "la ripresa sta procedendo lentamente e rimane soggetta a rischi al ribasso".

Per quanto riguarda la situazione della Grecia, Draghi ha osservato che "è difficile dire se la crisi del debito ellenico sia finita" ma che ora è cruciale che i leader del paese dimostrino di voler realmente attuare le riforme concordate. E si è detto "sorpreso dal fatto che non ci sia stata euforia dopo l’approvazione del piano di salvataggio per la Grecia, ciò significa probabilmente che i mercati vogliono vedere le misure applicate". Poi Draghi ha esortato "i paesi europei a proseguire sul cammino dell’austerità".

Secondo Draghi, la crisi del debito sta avendo anche l’effetto positivo di spingere l’Europa verso una maggiore unione e di aver dimostrato come il modello sociale del vecchio

continente non era più sostenibile. Infine, parlando delle banche, Draghi ha dichiarato che "il sistema bancario sembra meno fragile di un anno fa e si sono riaperti alcuni mercati obbligazionari".

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