Rio sprofonda nella violenza: elicottero della polizia abbattuto dai narcos

A neanche sei mesi di distanza dall’inaugurazione delle olimpiadi di Rio, la violenza torna alla ribalta nella città brasiliana

Rio sprofonda nella violenza: elicottero della polizia abbattuto dai narcos

A neanche sei mesi di distanza dall’inaugurazione delle olimpiadi di Rio, la violenza torna prepotentemente alla ribalta nella città brasiliana.

Un elicottero della polizia militare di Rio de Janeiro è stato abbattuto alle 19.30 di sabato mentre sorvolava la favela della Cidade de Deus, una delle baraccopoli più violente della città e famosa per essere stata il set del film di Fernando Meirelles del 2002 (City of God). Quattro agenti sono morti nello schianto del velivolo. Secondo fonti della polizia militare, mentre l’elicottero sorvolava la favela era in corso una violenta sparatoria tra bande di narcos rivali, con l’utilizzo di armi automatiche e mitragliatrici pesanti.

Gli scontri armati dentro la Cidade de Deus, che si trova a pochi chilometri di distanza dal parco olimpico, vanno avanti da giorni, provocando anche il blocco di importanti vie di comunicazione a Rio de Janeiro, come la Linha Amarela, arteria stradale ad alta velocità che taglia in due la città brasiliana. Secondo fonti della polizia militare di Rio, gli scontri sarebbero iniziati quando alcuni esponenti del Comando Vermelho, fazione di narcos tra le più potenti e brutali di Rio, ha cercato di invadere il territorio dominato dalle milizie, gruppi armati rivali. Quando iniziano le violenze, i narcos bloccano le strade costruendo barricate fatte di cassonetti di spazzatura e pneumatici, che vengono cosparsi di alcool e dati alle fiamme.

L’elicottero abbattuto stava svolgendo un’operazione di appoggio alle Unità di Polizia Pacificatrice (UPP), impegnate in uno scontro a fuoco con i trafficanti. Su internet diversi video ripresi con telefoni cellulari testimoniano i momenti in cui il velivolo è precipitato, con suoni chiari di colpi di armi da fuoco nel momento della caduta. Altri filmati mostrano la carcassa dell’apparecchio distrutta a terra ancora fumante. In diversi video si sentono le voci di abitanti della favela che festeggiano l’abbattimento dell’elicottero e inneggiano ai trafficanti.

Non è la prima volta che un elicottero è abbattuto sopra la Cidade de Deus. Nel 2009 un altro velivolo della polizia militare era stato colpito da proiettili di fucile automatico e costretto ad atterrare in una località vicina alla favela, dove è stato bersagliato di colpi di arma da fuoco fino all’arrivo di rinforzi. Due agenti di polizia erano morti e sei erano rimasti feriti.

A seguito dell’abbattimento, la polizia militare ha dato inizio ad una grande operazione in tutta la favela, con un grande dispiegamento di forze, utilizzo di blindati, truppe speciali e di elicotteri. Il comando della polizia militare ha ufficialmente informato che la baraccopoli verrà occupata a tempo indeterminato, con posti di blocco, perquisizioni e operazioni di ricerche di banditi. I trafficanti hanno cercato di impedire l’accesso delle forze di sicurezza bloccando le strade con nuove barricate e attaccando con armi da fuoco le pattuglie in perlustrazione. Il ministero della Giustizia di Brasilia ha offerto 500 uomini della Forza Nazionale di appoggio all’operazione. Fin’ora una sola persona è stata arrestata con tre fucili e due pistole.

Nella mattinata di domenica sono stati ritrovati sette corpi senza vita in mezzo ad arbusti vicino alla favela. Secondo la polizia carioca, si tratterebbe di abitanti della baraccopoli membri di una delle fazioni in lotta e uccisi durante gli scontri. Al contrario, gli abitanti di Cidade di Deus accusano le forze di sicurezza di aver realizzato una vera e propria esecuzione, sparando alla testa delle vittime quando queste ultime si erano già arrese e si trovavano già sdraiate a terra, con il viso rivolto verso l’asfalto e le mani dietro la schiena.

“Erano trafficanti, ma non meritavano questa fine”, ha affermato Leonardo Martins da Silva, abitante della favela e padre di una delle vittime, Leonardo Junior, membro del Comando Vermelho.

Un’inchiesta è stata aperta per far luce su questi omicidi. Il segretario di sicurezza pubblica di Rio de Janeiro, Roberto Sá, ha dichiarato che “eventuali abusi non verranno tollerati, nessun eccesso verrà lasciato impunito”. Tuttavia, Sá ha aggiunto che “lo stato di Rio de Janeiro vive una vera e propria crisi della sicurezza pubblica. La polizia sta sanguinando”. Le forze di sicurezza di Rio, infatti, stanno pagando un tributo pesante: solo nel 2016 124 poliziotti sono morti, quasi il doppio delle vittime dell’anno precedente. Il 60% di loro sono morti fuori servizio, ossia assassinati da narcos che li hanno seguiti ed eliminati mentre rientravano a casa.

Una situazione già complicata a cui si somma la gravissima crisi economica dello stato brasiliano, che da mesi non riesce a pagare gli stipendi regolarmente ai suoi dipendenti, tra cui decine di migliaia di poliziotti militari.

Inevitabilmente il livello di sicurezza si è rapidamente deteriorato, con pattuglie che non riescono ad uscire dalle caserme per

mancanza di carburante, armi da fuoco senza proiettili e manutenzione di mezzi rimandata o cancellata. Il numero di crimini a Rio de Janeiro è sensibilmente aumentato, con gli omicidi saliti del 17,4% e furti e rapine del 41%.

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