Rogo di Primavalle: 38 anni fa la tragedia

Era la notte tra il 15 ed il 16 aprile del 1973 quando Stefano e Virgilio Mattei morirono arsi vivi nel rogo di un appartamento al quartiere romano di Primavalle. Ad appiccarlo i militanti di Potere Operaio Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo

Rogo di Primavalle: 38 anni fa la tragedia

Roma - Era la notte tra il 15 ed il 16 aprile del 1973 quando Stefano e Virgilio Mattei morirono arsi vivi nel rogo di un appartamento al quartiere romano di Primavalle appiccato dai militanti di Potere Operaio Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo. Già da diversi anni Lollo, Grillo e Clavo sono liberi dopo l’estinzione della pena. Lollo ha trascorso moltissimi anni in Brasile (parte anche in carcere) e solo da alcuni mesi è rientrato in Italia, Grillo è ancora in Nicaragua, mentre non si hanno notizie precise su Marino Clavo.

Nella notte tra il 15 ed il 16 aprile del 1973, Mario Mattei, segretario della sezione missina di Primavalle, 48 anni, netturbino, dormiva con la moglie e sei figli, Virgilio, Lucia, Silvia, Antonella, Stefano e Giampaolo, al terzo piano di una palazzina popolare in via Bibbiena. Verso le tre di notte del 16 aprile 1973 alcune persone, poi individuate per Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo, versarono benzina davanti alla porta di casa e diedero fuoco. La donna, che aveva con sè i figli più piccoli, Giampaolo e Antonella, riuscì a mettersi in salvo, Mattei rimase in casa riuscendo a salvarsi e a calare da una finestra Silvia e Lucia. Virgilio, di 22 anni, e Stefano, di 8, non riuscirono a gettarsi dalla finestra e morirono bruciati.

Il dramma avvenne davanti ad una folla che si era accumulata nei pressi dell’abitazione, e che assistette alla progressiva morte di Virgilio, rimasto appoggiato al davanzale, e di Stefano, scivolato all’indietro dopo che il fratello maggiore che lo teneva con sè, perse le forze. Gli attentatori lasciarono una rivendicazione sul posto.

Lollo, Grillo e Clavo sono stati condannati con sentenza definitiva a 18 anni di reclusione ciascuno, ma la pena, attraverso un complesso meccanismo di calcolo, è risultata estinta, per prescrizione, il 12 ottobre 2003. Nel 2005 sono state indagate per la strage anche altre tre persone, ma la loro posizione è stata archiviata l’anno successivo.

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