Affittopoli Difesa, case in centro a 800 euro senza averne il diritto

Una questione grave si abbatte sulla Difesa. Centinaia di appartamenti occupati a canoni irrisori anche in zone di pregio. In 1.900 andrebbero sfrattati

Affittopoli Difesa, case in centro a 800 euro senza averne il diritto

Una tegola si abbatte sulla Difesa. E anche il governo giallorosso sembra accorgersi della gravità della questione. Gli occupanti abusivi di migliaia di appartamenti sul territorio nazionale, intanto, tremano. Il ministro, Lorenzo Guerini, non esclude di intervenire con un decreto sull’affittopoli della Difesa. Il nodo da sciogliere riguarda innanzitutto i 1.900 casi di persone che occupano abusivamente gli alloggi di servizio. Amici e parenti o, addirittura, amici di parenti di ex militari che, per canoni irrisori, continuano inspiegabilmente ad abitare in appartamenti trasmessi senza alcun criterio da chi un tempo aveva diritto di occuparli.

È su questi casi che la procura di Roma farà le prime verifiche, per stabilire se l’occupazione si basi su dichiarazioni false. Poi c’è il problema delle cosiddette categorie protette e tutelate grazie a decreti e provvedimenti degli anni passati: vedove anziane di militari, o situazioni di fragilità (circa 1.700 casi) che impediscono al ministero della Difesa di disporre degli appartamenti.

Il caso più eclatante è quello dell’ex ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. Viveva in appartamento di oltre 180 metri quadri con posto auto nel centro di Roma versando una quota di 141,76 euro mensili e un contributo di 173,19 euro per l’utilizzo del mobilio.

Secondo il Messaggero, il conto raggiunge i 3.600 immobili che rientrano tutti nella categoria dei cosiddetti sine titulo. Ossia case a disposizione di persone che non avrebbero diritto agli alloggi di servizio. I canoni sono minimi: a Roma, un appartamento nel cuore di Trastevere, in via Garibaldi, costa 800 euro al mese. E il problema non riguarda solo il danno erariale, visto che il ministero paga anche l’Imu, ma il fatto che molti militari, aventi diritto, attendono l’assegnazione di un alloggio.

Nella mappa tracciata dallo Stato Maggiore della Difesa è il Lazio la regione dove ha sede il numero più alto degli alloggi che dovrebbero essere messi a disposizione dei militari. Sono in tutto 3.845. Ma l’esigenza del personale che ha fatto domanda o avrebbe diritto è gran lunga superiore. La questione si trascina da anni. E mentre il pm, Gennaro Varone, dovrà accertare se i 1.900, che non risultano neppure nelle fasce protette, abbiano dichiarato il falso per continuare a occupare gli immobili, o ci siano stati casi di abuso e omissioni in atti d’ufficio da parte di chi ha assegnato gli appartamenti, il ministero ipotizza di riordinare la materia con un decreto.

Per amici e parenti alla lontana di ex militari, 1.

900 in tutto, che occupano le case abusivamente, non dovrebbe essere difficile riuscire nell’impresa. Ma per gli altri 1.700, ossia vedove o figli di ex militari, i passaggi non potranno essere diretti. Perché negli anni sono intervenuti decreti e provvedimenti che hanno allargato le tutele.

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