Il Cavalier furioso. Se il sottosegretario Daniela Santanchè ha bollato, giovedì sera in diretta, come «schifoso» e «fazioso» il metodo dì investigazione giornalistica usato nei confronti del premier dai segugi di Annozero, ieri, a sfogarsi con parole amarissime, è stato lo stesso Silvio Berlusconi. Lo ha fatto al termine del Consiglio dei ministri, in una conversazione informale con alcuni componenti dellesecutivo, in cui non solo si è definito «disgustato» per il trattamento subito nel corso della trasmissione di Raidue, a proposito della vicenda Ruby, ma ha anche rilevato «con tristezza» come «ancora una volta con i soldi pubblici si costruiscono trasmissioni solo per attaccare il governo e il presidente del Consiglio». «È in atto un golpe mediatico ha rilanciato ieri sera la Santanchè - le trasmissioni Rai in queste ore sono usate come una clava contro Berlusconi. A questo punto credo sia necessaria una seria riflessione sul mantenimento del canone».
Basta? No, non basta perché nel processo di giovedì sera di Michele il furbacchione e della sua band ogni passaggio, ogni fumetto della gigantesca fiction costruita attorno alle presunte ragazze di Arcore, è riuscito ad indispettire il premier. Ma la pugnalata più violenta alle spalle del Cavaliere è stata inferta dalle milizie di Annozero quando è stato reso pubblico il suo numero di cellulare. Mostrato nel corso dellintervista alla escort Nadia Macrì. Una vera imboscata mediatica che gli ha procurato un danno di proporzioni gigantesche. Visto e considerato che fin da subito centinaia e centinaia di persone hanno cominciato a chiamare o a mandare sms a quel numero.
Che cosa è accaduto nella diretta di giovedì? Se a qualcuno fosse sfuggito ci ha pensato il Giornale online a rilevarlo: «linviato di Santoro, Ruotolo ha mostrato lagenda telefonica di Nadia Macrì, coprendo con un dito le ultime tre cifre dellutenza telefonica del premier ovvero proprio le tre cifre che non erano state coperte da omissis nelle 389 pagine di verbale consegnate alla Giunta per le autorizzazioni della Camera dalla Procura di Milano e pubblicate da molti giornali su carta e online. E quindi il cellulare di Berlusconi ha cominciato a circolare liberamente in internet». Risultato? Un incontrollato e incontrollabile tam tam mediatico che, rimbalzando in rete tra blog e social network ha dato la stura allinsulto libero e gratuito contro il premier, tipo la pagina aperta su Facebook sotto il titolo «Vergognarsi del proprio presidente del Consiglio» e quella del blog «Non leggere questo blog». Dove accanto alla foto del premier è spuntato il numero di cellulare con la scritta «Dimettiti» e linvito a tutti ad inviare un messaggio di protesta al premier. Innescando una reazione a catena che su altri siti, tipo quello di «Leggo», ha messo alla berlina, come denunciato dal senatore Pdl, Pastore, anche i numeri di cellulare della consigliera regionale Minetti e di Ruby Rubacuori. Ma la nuova palese, gravissima violazione della privacy del Cavaliere è stata accompagnata da «altre menzogne» e da «altro orrore» per usare testualmente le parole del premier, raccolte durante il suo sfogo semiprivato.
Un altro colpo basso alla verità è stata infatti proprio lintervista alla escort Nadia Macrì, fatta dal fido scudiero di Santoro, Sandro Ruotolo. Sistemata con tutta lenfasi della circostanza in bella mostra nella vetrina di Annozero.
«Non cè dubbio che sia pagata - è stato lo sfogo del Cavaliere - perché mai, infatti, una ragazza con un figlio dovrebbe dichiararsi pubblicamente escort se non ne ha un tornaconto?» ha osservato Berlusconi. Menzogne, solo una sfilza di menzogne, dunque, secondo il presidente del Consiglio. Avvalorate, peraltro, anche dalle stesse dichiarazioni della madre di Nadia (convocata immediatamente ieri dai pm milanesi per raccontare la sua verità) che ha definito quelle di sua figlia pure invenzioni. «I media non se la filavano più da tempo e così Nadia ha voluto strafare ad Annozero», ha dichiarato senza troppi giri di parole sua madre.
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