Scuole a pezzi: mancano pure i detersivi per pulire i bagni

Non ci sono detersivi per lavare i bagni, manca il toner nelle stampanti, è finita la carta igienica. Niente soldi e le scuole genovesi scivolano nel baratro.
Siamo oramai alla fine dell'anno scolastico ma la situazione è davvero drammatica. E si prospetta analoga anche per l'inizio del futuro anno.
Sono finiti i disinfettanti e i detersivi per lavare i servizi igienici e le bidelle hanno minacciato di pulirli solo con l'acqua. «Ma non è possibile - tuonano subito i genitori - come possiamo lasciare andare i nostri bambini in istituti dove non c'è igiene?». La trovi il bagno sporco, fai pure la pipì per terra». E così la situazione si aggrava giorno dopo giorno. Qualche classe di una scuola in Valbisagno, impietositasi, ha comprato i detergenti e l'ammoniaca da dare alle bidelle per pulire i bagni del proprio piano. «Non è giusto - tuonano alcune mamme al consiglio d'istituto - dobbiamo pagare tutto, portare carta igienica, scottex, sapone, carta per le fotocopie. Fare le fotocopie nei nostri uffici quando le macchine della scuola sono rotte».
«Il prossimo anno - continuano i genitori - ci organizzeremo con asciugamanini e tovaglioli di stoffa per bagno e mensa». Per non pagare lo straordinario ai bidelli, perché non ci sono soldi, una dirigente di una scuola del Centro, dopo un consiglio d'istituto terminato alle ore 20,30, ha chiuso da sola la scuola. Così per il prossimo anno, per poter reperire più fondi che non arrivano da nessuna parte, alcuni docenti si sono inventati degli «escamotage» che dovranno essere ancora portati al vaglio dei singoli consigli di circolo e d'istituto per essere approvati. Dal «polo gravi» della primaria Anna Frank si suggerisce di fare un album di figurine da vendere agli alunni dove, al posto dei giocatori di calcio, ad essere fotografati ed attaccati sulle pagine saranno proprio gli alunni ed i loro insegnanti. Un gadget che già alcune squadre del calcio minore hanno adottato per i loro piccoli pulcini.

Dalla media «Cantore», invece, l'idea è quella di stampare delle magliette con il logo delle scuole in modo da creare delle vere e proprie divise. Parte di questi ricavati andranno ai vari fondi d'istituto per rimpinguare le esangui casse delle scuole in modo così da poter comprare detersivi ed anche materiale didattico per gli scolari.

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