
Si salvi chi può. L’ultima vittima della religione woke è Giovanna d’Arco, eroina nazionale francese proclamata santa da papa Benedetto XV nel 1920. Ebbene, secondo la narrazione Lgbt-friendly la pulzella d'Orléans era non binaria, ossia rifiutava lo schema binario maschile-femminile nel genere sessuale. O almeno questo è quanto raccontato nell’antologia Who We Are pubblicata da Collins, destinata agli studenti britannici di età compresa tra gli 11 e i 14 anni.
“Giovanna d’Arco (1412-1431) è oggi considerata da alcuni non binaria” quanto recita il testo al centro delle polemiche. Affermazione piuttosto sorprendente, considerando che l’identità non binaria è emersa solo alla fine del Ventesimo secolo. “È offensivo” ha tuonato Robert Tombs, professore emerito di storia francese all'Università di Cambridge: "Giovanna d'Arco ha combattuto come donna ed è morta come donna – le sue parole al Telegraph - Chiamarla in un altro modo è un insulto per lei e indirettamente per tutte le donne che sono abbastanza coraggiose da rischiare la vita per le loro convinzioni, come se le donne fossero incapaci di eroismo".
“Questo è l’ennesimo ridicolo esempio di tentativo di riscrivere la storia e cancellare personaggi femminili forti e ribelli dal nostro passato” l’accusa di Carolyn Brown, esponente del Women’s Rights Network: “Non binario è un termine senza senso, infatti la Corte Suprema del Regno Unito ha recentemente sentenziato contro l’inclusione di questo termine come opzione sui passaporti”.
Ma, ha aggiunto, si tratta anche dell’ennesimo tentativo di applicare la teoria arcobaleno all’istruzione degli adolescenti: “Non è di aiuto dal punto di vista psicologico e probabilmente causerà confusione e ansia”.Non è la prima volta che Giovanna d’Arco viene definita non binaria. Nel 2022, il Globe Theatre ha messo in scena l’opera “I, Joan” che le ha dato i pronomi “they/them” invece di “she/her”.
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