Bello e attendibile il western coi cowboy gay

Fin dalla nascita il cinema western è stato materia esclusiva degli uomini. Le donne in retrovia, in attesa del ritorno del guerriero. Rude, virile e rigorosamente etero. Il cowboy sentimentalmente dell'altra sponda ha quindi faticato non poco a inserirsi in un filone così selettivo. Qualche cedimento si trova in Il fiume rosso (Howard Hawks, 1948) e in Ultima notte a Warlock (Edward Dmytryk, 1959) con, rispettivamente, Montgomery Clift (gay non solo nella finzione) e Anthony Quinn (machissimo secondo le cronache rosa) nel ruolo del voltagabbana amoroso. La spallata decisiva al conformismo l'ha data il regista thaiwanese Ang Lee nel 2005 con lo struggente I segreti di Brokeback Mountain (21.10 Rai Movie). Siamo a Signal (Wyomin), estate 1963. Si trovano fianco a fianco come guardiani stagionali di pecore, i giovani mandriani Ennis Del Mar (Heath Ledger) e Jack Twist (Jake Gyllenhaal). Che freddo la notte sotto la tenda, così i due ragazzoni, quasi senza volerlo, diventano amanti. Concluso l'incarico, Ennis resta in zona e sposa la fidanzata povera Alma, da cui ha due bambine; Jack va invece in Texas, dove si accasa con la ricca Laureen e diventa padre di un figlio. Ma l'antica passione riesplode quattro anni dopo.

Un dramma western, che Ang Lee (Oscar con sceneggiatura e musica) mette in scena con ammirevole pudore, maneggiando senza scottarsi un tema scabroso. Molto bravi e perfino attendibili lo scomparso Heath Ledger e Jake Gyllenhaal. Ma quanta nostalgia, fra i tradizionalisti, beninteso, per John Wayne e Gary Cooper.

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