"Altro che sostenibili". L'ira degli ambientalisti contro i Jova Beach Party

Da Lignano Sabbiadoro a Marina di Ravenna: gli ambientalisti stroncano il Jova Beach Tour

"Altro che sostenibili". L'ira degli ambientalisti contro i Jova Beach Party

Migliaia di fan presenti, tanti ospiti e grande divertimento: a Lignano Sabbiadoro è partita la nuova stagione del Jova Beach Party, ma non mancano le polemiche. Jovanotti nelle prossime settimane girerà lo Stivale per un totale di 21 feste – 400 mila biglietti venduti – sostenuto da Intesa San Paolo, Wwf e Fiab Italia. Il tour per le spiagge, infatti, si presenta come difensore della sostenibilità ambientale. Ma c’è chi la pensa diversamente.

Nonostante il supporto di numerose associazioni ambientaliste, Jovanotti deve fare i conti con diversi mal di pancia. Le prime contestazioni sono legate proprio al concerto di Lignano Sabbiadoro, dove è stata chiusa la pista ciclabile nel pieno della stagione turistica. Poco male: gli organizzatori hanno previsto dei posti auto riservati nei pressi della location dell’evento. Costo? Più di 300 euro. Ma di sostenibilità ambientale non v’è traccia.

Naturalmente non sono finite qui le polemiche sul Jova Beach Party. L’8 e il 9 luglio Cherubini è atteso a Marina di Ravenna, in un’area di 30 mila metri quadrati. La rabbia degli attivisti è legata alla rimozione di un filone di tamerici lungo 65 metri. Un’azione che comporta “gravi ricadute sulla ventilazione della pineta”, la denuncia dell’associazione Italia Nostra. Per diverse sigle, si tratta di “un modello insostenibile di sfruttamento a basso costo – e ad altissimi profitti – di aree pubbliche di elevato pregio che vengono quasi sempre manomesse e che fa leva sull’ignoranza delle leggi e sulla scarsissima consapevolezza ambientale di chi caldeggia questi eventi”. Ricordiamo che già nel 2019 scoppiò il “caso fratino”, specie protetta a rischio estinzione presente nell’area dell’evento.

E ancora, il caos di Marina di Cerveteri. Jovanotti si esibirà sulle spiagge di Campo di Mare, un lungomare “poco attrezzato ad ospitare una grande massa invece di un auditorium o di uno stadio deputato a questo ruolo”, secondo il coordinamento Cerveteri – Ladispoli. Gli ambientalisti puntano il dito contro le pesanti ricadute sull’avifauna e sull’habitat protetto (anche qui, l’allarme è legato al fratino). Senza dimenticare la massa di rifiuti prodotti, che rischia di peggiorare una situazione già delicata.

Se i piani alti di Wwf e Fiab offrono sostegno totale a Jovanotti, le sezioni locali e regionali sono pronte a dare battaglia. A Vasto, ad esempio, gli ambientalisti hanno acceso i riflettori su due aree protette: Sito Natura 2000 e la Riserva Naturale Marina di Vasto. "Risulta siano stimati 26.000 spettatori per serata. Ebbene, nella relazione nulla si dice delle azioni a tutela delle dune (a detta di molti esperti tra le più importanti di tutta la fascia costiera adriatica) e, dunque, del Sic e della Riserva.

Ad oggi, infatti, non è dato sapere se e come quelle zone di assoluta importanza naturalistica verranno salvaguardate", il messaggio del Forum civico ecologista all’amministrazione comunale. Insomma, tanto ambientalismo a parole, ma i fatti sembrano dire altro.

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