Ma ora la Leosini è diventata un magistrato?

Ma si rischia la lesa maestà, se ci si permette di criticare Franca Leosini? Forse sì, perché la giornalista è amata dai colleghi, oltre che dal pubblico

Ma ora la Leosini è diventata un magistrato?

Ma si rischia la lesa maestà, se ci si permette di criticare Franca Leosini? Forse sì, perché la giornalista è amata dai colleghi, oltre che dal pubblico. Ogni sua intervista viene osannata e di lei si dicono sempre meraviglie.

Però, le due puntate dedicate al delitto di Avetrana e alle interviste a Sabrina Misseri e Cosima Serrano, lasciano un po' perplessi. Per alcuni motivi. Il primo, più importante, riguarda la posizione della giornalista verso le due donne, evidentemente non neutrale, come dovrebbe essere per un giornalista, in generale, e a maggior ragione in casi come questi. La Leosini propende per l'innocenza di Sabrina e di sua madre. Peccato che siano state condannate in via definitiva all'ergastolo.

E anche se la storia giudiziaria è lastricata da errori e orrori, forse non è competenza di un programma delle tv pubblica mettere in dubbio un verdetto. In ogni caso, sia il tipo di domande sia il modo in cui venivano poste sembravano proprio volte a fare sembrare Sabrina una brava ragazza incappata in un delitto in cui non c'entrava. È ovvio che una persona condannata proclami la propria innocenza e, di conseguenza, lo spettatore sia portato a pendere dalla sua parte. Però lo sbilanciamento pare eccessivo.

La Leosini è pure adorata per il fantasioso lessico che usa durante le interviste, divertente, ironico, surreale, anzi, si può dire? Inappropriato...

tante parole colorate che spesso nulla hanno a che fare con la frase che sta dicendo. Secondo voi cos'è «l'immobile geografia del mistero» o un «bipede sgualcito» o come «si rincuorano le mura di casa»? Non importa, tanto lo ha detto la Leosini... per lei l'italiano si può piegare a ogni desiderio.

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