A caccia di un'altra finale. L'Italia in cerca di gol e della voglia di Mancini

Terza semifinale con la Spagna in due anni. Agli azzurri serve l'attacco per rilanciarsi. Il ct Mancini stretto tra il lungo contratto e la corte dei club

A caccia di un'altra finale. L'Italia in cerca di gol e della voglia di Mancini
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Riecco la Spagna. Per la terza volta, nella sua esperienza da ct azzurro, Roberto Mancini la trova di fronte in una semifinale. Quasi tre anni fa a Wembley andò bene nella lotteria dei rigori che poi ci premiò anche con gli inglesi per alzare il trofeo europeo. Tre mesi dopo il nostro trionfo, davanti al pubblico di San Siro, le Furie Rosse ci negarono invece l'accesso all'atto conclusivo della Nations League. Stasera, in terra olandese, la rivincita nella manifestazione che deve rappresentare il giusto trampolino per le qualificazioni europee che vivranno le fasi conclusive dopo l'estate. La vincente della sfida affronterà in finale la Croazia che dopo i supplementari ha battuto l'Olanda per 4-2.

Il ct deve ritrovare la giusta voglia, stretto tra il contratto ancora lungo con la Figc e il pressing di molti club. Il calcio italiano arriva da tre finali europee perse, ma anche da una stagione sofferta dei nostri bomber. Da quando la serie A è tornata a 20 squadre, mai il primo attaccante di casa nostra era finito oltre il 5° posto della classifica cannonieri. E il migliore insieme a Berardi (che ha dato forfeit per infortunio) è quel Ciro Immobile, frenato da problemi fisici e che in Nazionale non si vede da 15 mesi, ovvero da quella notte da incubo di Palermo quando la Macedonia ci negò il Mondiale.

Di sicuro -, come dimostra anche l'esperienza dell'Under 20 seconda al Mondiale in Argentina - stanno crescendo tanti giovani, molti dei quali sono con la 21 che dalla prossima settimana giocherà l'Europeo che può valere anche un posto ai Giochi 2024 (solo Gnonto raggiungerà gli altri dopo le finali di Nations). Ma ancora siamo a caccia del bomber, del nove che ci riporti ai fasti del passato. Ed è proprio l'attacco (non è una novità...) il reparto che toglie il sonno a Mancini per la 40ª sfida alla Spagna, passato da Luis Enrique a De La Fuente: chi schierare tra il nuovo arrivato Retegui (due gol nelle prime due uscite azzurre, 10 in 16 presenze e ora uomo mercato) e il «veterano» Immobile (esperienza e familiarità con il gruppo azzurro)? E chi affiancare sui loro lati - assenti Berardi e Politano - tra Raspadori, il ritrovato Zaniolo e il Chiesa reduce da una stagione sofferta (favoriti gli ultimi due)? Stamani la decisione.

Molti degli azzurri in campo stasera a Enschede stanno arrivando all'appuntamento con le pile scariche. In primis l'interista Barella, che ha già tagliato il traguardo di 56 gare giocate e che ricomporrà il centrocampo ideale del Mancio con Jorginho e Verratti. Gli altri nerazzurri hanno le energie al lumicino, da Acerbi, in ballottaggio con capitan Bonucci, a Dimarco e Darmian, mentre Bastoni è andato a casa per la febbre (al suo posto Buongiorno).

«È un grande successo essere arrivati qua di nuovo. Ed è un'ottima cosa esserci arrivati con una squadra giovane, stiamo già rinnovando e continueremo a farlo - così Mancini -. Con la Spagna sarà una bella partita e molto difficile come in passato, loro hanno tanti giocatori di qualità.

Noi cercheremo di fare la nostra partita, proponendo gioco». Il ct ha parlato anche di Immobile: «Lui come Chiesa quest'anno ha avuto tantissimi problemi fisici, adesso sta bene fisicamente, è qui e siamo felici che ci sia, per noi è importante come calciatore e come uomo».

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