Capitani agli opposti. Lautaro riflette l'Inter. Il Sassuolo show ha un Berardi da big

L'argentino risente della giornata della squadra: se i compagni vanno a mille, lui si adegua mentre l'azzurro è capace di prendere per mano la squadra e illuminarla. E la Juventus...

Capitani agli opposti. Lautaro riflette l'Inter. Il Sassuolo show ha un Berardi da big
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La cosa più logica e semplice, sarebbe ammettere che la doppia Inter non esiste, che è solo propaganda e che la squadra è da un anno all'altro più debole di quello precedente, nonostante gli sforzi del management italiano del club (non solo Marotta e Ausilio, non solo la parte tecnica) per rimediare alla mancanza di risorse che da 3 anni la proprietà cinese non può più garantire. La cosa più facile e diffusa, al prossimo eventuale scivolone, sarà invece quella di puntare l'indice contro Inzaghi, obbligato a vincere nei pronostici estivi e perciò colpevole designato di ogni mancata vittoria.

La sconfitta contro il Sassuolo, successiva alle paure di San Sebastian e alla stretta vittoria di Empoli contro l'ultima in classifica, non ridimensiona le ambizioni nerazzurre, semplicemente le riposiziona: l'Inter può vincere lo scudetto e magari lo farà, ma non è così tanto più forte della concorrenza come a qualcuno fa comodo che si creda. E il 5-1 del derby non giustifica né spiega nulla, se non che Pioli non ha ancora capito come gioca l'Inter.

La coperta di Inzaghi è abbondante solo in mezzo al campo e l'infortunio di Arnautovic lo dimostra. Per almeno 2 mesi, diciamo una decina di partite più quelle che Lautaro, Thuram e Sanchez giocheranno in nazionale, l'Inter ha 3 attaccanti per 2 posti: si può ipotizzare che i titolari mantengano lo stesso attuale rendimento? Capitan Martinez, fra l'altro, ha segnato 5 gol nelle prime 3 di campionato, ma è a secco da altrettante partite e Thuram contro il Sassuolo, dopo un grande primo tempo (senza tiri in porta) è sparito nel secondo. Alexis Sanchez è lontanissimo dalla condizione migliore: controprova domani sera a Salerno, dove torneranno ad aleggiare i fantasmi della scorsa primavera.

Per ora Inzaghi sembra fidarsi più di Darmian che di Pavard e non ha ancora rinunciato a Mkhytarian, nonostante lo scalpitante avvio di Frattesi. San Sebastian dimostra che a Calhanoglu l'Inter non può rinunciare. Ma quando si fa il confronto con l'anno scorso c'è sempre da chiedersi se Acerbi, 34 anni, saprà ripetersi agli stessi livelli e ricordarsi che a De Vrij il club aveva lungamente pensato di rinunciare. I gol presi dal Sassuolo, poi, hanno riaperto l'interrogativo su Sommer, che già nel gioco con i piedi sembra molto inferiore ai suoi predecessori.

I gol, sì gol al plurale, perché anche sull'ennesimo gioiello confezionato dal sinistro di Berardi, il portiere svizzero è sembrato palesemente sorpreso. In questo senso, è sempre una questione di uomini, giocatori o allenatori che siano e per il capitano del Sassuolo gli aggettivi non sono mai abbastanza. Semplicemente, è uno di quelli che con quel piede può fare la differenza: quest'anno, già 4 gol in 4 partite, dopo un'estate trascorsa ad aspettare il primo trasferimento della carriera.

Allegri aveva visto lungo e facile: voleva Berardi e Lukaku (per Chiesa e Vlahovic) per chiudere la forbice con le milanesi. Non avendo venduto, la Juventus non ha potuto comprare.

Forse ci riproverà a gennaio, almeno per Berardi, che nel frattempo continua a fare il bianconero... di complemento: in carriera già 11 gol contro il Milan e 8 contro l'Inter. Se i gol non solo si contano ma si pesano, i suoi sicuramente non sono mai leggeri.

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