
Un progetto da oltre 1,2 miliardi che trasformerà un'area grande «sette volte piazza Duomo a Milano» e produrrà un indotto complessivo pari a 4,6 miliardi in fase di costruzione e un contributo al Pil di 1,4 miliardi all'anno a regime.
È la nuova «cittadella dello Sport» a San Siro disegnata da Milan e Inter, non soltanto il nuovo stadio da 71.500 posti - alto meno di 65 metri e con due anelli che richiamano il progetto degli anni Cinquanta della «Scala del calcio» - ma un vero e proprio nuovo quartiere con museo, negozi dei club, uffici, hotel, aree ristoro, medical center, verde, spazi per i giovani. Vivo 365 giorni e «in grado di attrarre 11,6 milioni di visitatori all'anno». É il piano del nuovo stadio condensato nelle 253 pagine del DocFap (documento di fattibilità economica e finanziaria) depositato l'11 marzo e allegato al bando per la vendita del Meazza e delle aree limitrofe lanciato dal Comune di Milano due giorni fa. Raccoglierà fino al 30 aprile «eventuali proposte migliorative». Il sindaco Beppe Sala ha confermato ieri l'«obiettivo di concludere la cessione entro fine luglio», per evitare il rischio di vincolo sul secondo anello che può scattare a novembre. Stando ai piani dei rossonerazzurri, il nuovo stadio sarà pronto nel 2031, tutto il progetto nel 2035. Rispetto ai 60mila posti del «San Siro bis» progettato nel 2019 la capienza cresce di 10.925 posti «principalmente a beneficio della tifoseria generale». Aumenta anche il verde, 140mila mq. Il nuovo stadio, classificato come Categoria 4 Uefa e 1 Fifa, vale da solo 700 milioni. Sarà realizzato su un podio che fungerà da accesso per i tifosi. «Nei giorni senza partite si trasformerà in una grande piazza urbana». L'ingresso al podio, comprensivo di controlli di sicurezza e tornelli, limita la necessità di recinzioni. L'impianto sarà orientato lungo l'asse nord-sud per ottimizzare lo sviluppo complessivo del masterplan e garantire le migliori condizioni di luce naturale per il manto erboso.
Il masterplan è organizzato in 5 zone principali collegate da una rete di percorsi pedonali. A ovest lo stadio e il museo/megastore, a est integra sport di comunità, spazi commerciali, uffici ed aree verdi. A nord un hotel con offerte gastronomiche e spazi verdi dedicati al tempo libero, a nord-est strutture sportive sparse tra cui campi da calcio, pallavolo, danza. La parte a est include anche un hub commerciale, con negozi, centro medico e uffici, compresi quelli dei club. Al centro del masterplan è presente la «Fan Plaza». Nei giorni di match ospiterà maxischermo e offerta di food&beverage. Ogni settore dello stadio è dotato di ascensori per garantire accessibilità a tutti. Il catino «offrirà ecce eccellenti livelli di visibilità, un valore c minimo di 90°, eliminando al massimo sedute con visibilità parzialmente ristretta».
Quel che resta del Meazza? Saranno rimossi la copertura, primo e terzo anello e parte delle tribune del secondo anello. La nuova struttura ospiterà un comparto a uso hotel, uffici e negozi, aree per anziani e giovani. Previsti due punti di accesso separati per i tifosi ospiti, il primo nella zona sud, con area sosta degli autobus e un percorso sicuro che conduce al settore ospiti. Il secondo a nord-est. Giunti ai punti di accesso, i tifosi vengono sottoposti ai controlli di sicurezza prima di entrare nella loro Area di Massima Sicurezza.
Ulteriori controlli nell'area di servizio annessa.
Gli incassi: i consumi sull'area si aggireranno intorno a 780 milioni/anno per gli spettatori delle partite, 300 milioni per gli spettatori dei concerti, 50 per gli operatori business, 20 per i lavoratori delle funzioni e 250 per i visitatori nei giorni «extra eventi».
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