Gattuso lascia la panchina del Pisa: "Gravi e inaccettabili problemi del club"

Gennaro Gattuso non è più l’allenatore del Pisa. L'ha annunciato lo stesso tecnico calabrese in un lungo comunicato in cui dice che in seguito "ai nuovi, gravi, costanti e inaccettabili problemi societari, che impediscono una corretta e seria condizione lavorativa"

Gattuso lascia la panchina del Pisa: "Gravi e inaccettabili problemi del club"

In un anno ha riportato il Pisa in serie B. E all'ombra della torre pendente si è conquistato un posto tra i grandi della storia nerazzurra. Ora però Gennaro Gattuso ha detto basta. In un lungo comunicato il tecnico calabrese spiega che le sue dimissioni sono legate "ai nuovi, gravi, costanti e inaccettabili problemi societari, che impediscono una corretta e seria condizione lavorativa", e per il rispetto "che ho sempre portato e porterò alla città di Pisa e alla tifoseria del Pisa". Parla di dimissioni irrevocabili dalla carica di allenatore del Pisa calcio, unitamente al suo staff. "Ho appena comunicato la decisione alla squadra, la cui reazione mi ha emozionato, rafforzando nel contempo la mia convinzione di non avere alternative".

Gattuso ha comunicato la propria decisione al suo referente in società, il ds Fabrizio Lucchesi, che a sua volta lo ha riferito al presidente Fabio Petroni (finito agli arresti domiciliari per alcuni problemi giudiziari della sua società, Terravision, che gestisce il trasporto da e per gli aeroporti). Proprio con Petroni nel finale di stagione c’erano stati profondi dissidi, sia sulle scelte societarie che sull’organizzazione del club e della gestione sportiva. Si era arrivati ad uno scontro durissimo, con Gattuso che minacciava di andarsene - se fosse rimasto Petroni - e il presidente che, nonostante la promozione (dopo la finale vinta con il Foggia), aveva esonerato il tecnico. Alla fine, dopo un braccio di ferro durato settimane, tra i due era stata siglata la pace. Ora però è finito tutto.

"Si tratta di una scelta molto dolorosa, a maggior ragione dopo la fresca ed esaltante esperienza della promozione in serie B, ma assolutamente necessaria, per senso di responsabilità innanzitutto nei confronti dei calciatori stessi - ha aggiunto l’ex centrocampista del Milan e della Nazionale -. Sono infatti venute meno le condizioni minime per svolgere un lavoro che porto avanti con passione e senza mai anteporre l’interesse personale a quello del gruppo. So bene che le difficoltà fanno parte del mestiere e ritengo di avere dimostrato - in particolare modo già durante la scorsa stagione, caratterizzata da non pochi intoppi - che gli ostacoli non mi fanno mai paura e che non mi scoraggiano di sicuro. Ma qui si è ampiamente passato il segno".

Secondo Gattuso "problemi nuovi e quotidiani hanno continuato ad assommarsi, da quando la squadra ha cominciato la preparazione per il campionato. Ora le ambiguità all’interno del club e nella sua gestione hanno decisamente oltrepassato il limite. Avevo sperato che la situazione si potesse superare attraverso il lavoro sul campo e la dedizione. Ho purtroppo dovuto constatare che la mia era un’illusione: senza organizzazione e senza programmazione non è possibile porsi obiettivi seri, concreti e realistici. L’attuale condizione del club non offre alcuna prospettiva. Vivere alla giornata, tirando a campare in attesa di chissà quale nuovo imprevisto, non appartiene al mio modo di interpretare gli impegni che mi assumo".

Gattuso aveva svolto regolarmente tutta la prima parte del ritiro della squadra nerazzurra. Per mercoledì prossimo allo stadio "Arena Garibaldi-Romeo Anconetani" di Pisa era in programma la presentazione dei neo promossi in serie B, con un test amichevole contro gli spagnoli del Celta Vigo. "Fare finta di niente sarebbe stato un atto irresponsabile - prosegue Gattuso - soprattutto nei confronti della città e dei tifosi, che non lo meritano. Io ho una sola parola, a differenza di chi aveva promesso ai tifosi del Pisa e a Pisa un impegno che non è stato in grado di mantenere o non ha voluto mantenere. Ho dunque giudicato doveroso prendere le distanze da una gestione che non appare in grado di garantire al club non solo un futuro, ma anche un presente senza incognite extra sportive. Serberò sempre un ricordo magnifico di questa esperienza, che non esito a classificare come la più esaltante della mia ancora breve carriera da allenatore e tra le più belle in assoluto della mia ultraventennale vita nel calcio. La mia gratitudine verso il Pisa e Pisa non potrà mai venire meno".

La Pisa sportiva sprofonda nello sconforto. Dopo una stagione esaltante la città aveva premiato Gattuso come "Guerriero pisano". Ora, a poche settimane dall'inizio del campionato, cosa succederà? I tifosi sperano in un ripensamento da parte di Ringhio. Sarebbe il secondo in appena due mesi. Sperare non costa nulla. Però il tempo stringe.

Dura la replica della società

"Non riusciamo a comprendere - si legge in un comunicato del Pisa calcio - quali possano essere le problematiche illustrate da Gattuso, che ha scelto lo staff, ha programmato la preparazione e nell’allestimento dell’organico il club ha

aderito ad ogni desiderata dello stesso tecnico, fino a dotarsi ad oggi di un numero elevato di calciatori, con esplosione dei costi ben oltre gli obblighi previsti dalle normative federali e relativa esposizione del club".

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