La Juve è accerchiata. Da se stessa

Sospetta il complotto ma in campionato va a rilento. Meglio senza Conte. E la "punizione" potrebbe aiutarla

La Juve è accerchiata. Da se stessa

Non hanno imparato nemmeno dall'Inter, eterna nemica dalle polveri bagnate quando c'è da strillare. Le teorie del complotto e dell'accerchiamento non reggono mai. Meglio far punti e giocare meglio. A cominciare da questa sera nella semifinale di coppa Italia. Domenica sera Moratti si è rifatto perfino a Mourinho, il re delle sceneggiate maleducate. «Non l'ho mai visto aggredire un arbitro come ha fatto Conte». Basta questa azzardata osservazione, fotograficamente perfetta se Mou non avesse fatto di peggio a parole e gesti, per dimostrare alla Juve di aver sbagliato strategia dopo fatti e misfatti di Juve-Genoa. E ieri il giudice ci ha messo il carico. Qualcuno parlerà di stangata: sta nella retorica calcistica. Inutile tuffare la testa nei siti dei tifosi: tutto molto scontato. Invece questa potrebbe essere la punizione che salverà la stagione della Signora. Le imporrà meno chiacchiere (Marotta per favore...) e più fatti. Meno errori (vero Conte?) e più gol. Gioco migliore, pensieri a vincere le partite prima del lamentarsi sugli accerchiamenti, sulla politica sportiva dove la Juve si trova stranamente all'opposizione.

Conte è stato squalificato per due giornate, dopo inqualificabile sceneggiata con tanto di chiacchierata con l'arbitro. Da fonte arbitrale viene smentito che il discorso sia stato nei termini riferiti dal tecnico. Sarebbe un peccato se l'allenatore della Juve avesse aggiunto una bugietta alle scalmane. Il giudice dice: «Conte ha fronteggiato con atteggiamento intimidatorio il direttore di gara e un arbitro addizionale, contestando l'operato con espressioni ingiuriose, che reiterava poco dopo negli spogliatoi». Come direbbe Agnelli: non è stato un lord. Ma ci sarebbe una via di mezzo. Quindi paghi. Fra l'altro i fatti, quelli soprattutto, dimostrano che il Conte in panca ottiene molto meno, in punti, rispetto al Conte che sta in tribuna: magari più lucido e con visioni calcistiche più chiare. Quindi chissà che la Juve non ne tragga qualche vantaggio. Il conto dice che in 4 gare del 2013 ha ottenuto solo 5 punti. Attenzione! Il complotto è dentro le mura bianconere.

Due giornate di squalifica anche per Bonucci, un altro dagli atteggiamenti intimidatori, un turno a Chiellini, sceso dalla tribuna per entrare in campo senza autorizzazione e contestare. Ammenda da 50mila euro perché anche i tifosi non si sono tirati indietro a colpi di sputi agli arbitri. Infine una giornata a Vucinic, già diffidato. Le motivazioni bastano a spiegare che in troppi hanno perso la testa, compreso Marotta, squalificato fino al 18 febbraio, e che negli spogliatoi avrebbe rivolto insulti «con atteggiamento intimidatorio» agli ufficiali di gara. Poi ha rincarato la dose in tv. Il dirigente, ecco qui parliamo di dirigenti non di calciatori testa calda, si è trovato spiazzato sulle accuse: non gli risultano. Meglio se riuscirà a dimostrarlo. Ma quel che conta oggi riguarda la Juve sul campo. Un mondo Juve che si sente accerchiato e forse dimentica un po' di passato. Perfino Moggi ha suggerito di non dimenticare: «Juventus nervosa, ma dovrebbe ricordare anche i favori arbitrali ricevuti».
Un mondo Juve che ha nervi a fior di pelle, ed è una brutta spia, quando invece deve cominciare a far rombare il motore in attesa di Champions e gran finale di campionato. Il Napoli che si fa sotto provoca qualche grattamento di troppo. Tutti i discorsi ruotano intorno alla fastidiosa sensazione che ci sia un disegno, l'idea di dare una mano al Napoli. Ieri il presidente federale Abete ha scacciato l'ipotesi con insolita durezza: «Un romanzo che non esiste. Si ottiene solo l'effetto di avvelenare il clima negli stadi». Andrebbe ricordato ad Agnelli, che ci sguazza un po' troppo.

Stasera la Juve torna in campo: deve conquistare la finale di coppa Italia.

La Lazio resta un brutto affare calcistico, la squadra scricchiola, torna Pirlo, Agnelli ha tenuto a rapporto la squadra e Conte manda in campo i migliori. È l'unico modo per vincere. Arbitro Banti di Livorno: quindi va bene. Visto che un arbitro ci deve essere.

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