"Marcell, un talento sempre al top"

L'ex azzurro: "Il segreto? Non ha bisogno di allenamenti di quantità"

"Marcell, un talento sempre al top"

Lo sprint della verità. Il campione olimpico contro il campione del mondo. Il primatista europeo dei 100 metri contro il primatista mondiale dei 60. È Marcell Jacobs contro Christian Coleman, la sfida clou del Mondiale indoor di Belgrado che si srotola in tre turni: batterie dalle 10.45, semifinali 18.45 e finale ore 21.10 (su RaiSport). L'attesissimo duello lo pesa Stefano Tilli, ex grande sprinter azzurro, voce tecnica dell'atletica per la Rai.

Tilli, l'Italia manca da 33 anni sul podio dei 60 metri ai Mondiali indoor.

«Sì, è la gara da cui ci aspettiamo di più, la più spettacolare e quella con i più alti contenuti tecnici. Marcell si presenta con il terzo tempo stagionale tra gli iscritti (6.49), proprio dopo Coleman (6.45) e l'altro statunitense Bracy (6.48)».

Che Jacobs si aspetta?

«Per battere Coleman, dovrà avvicinare il record europeo di 6.42 dell'inglese Dwain Chambers. Un tempo che, a dire il vero, ha già fatto nella finale dei 100 di Tokyo, vinta in 9.80 e dopo essere passato ai 60 in 6.41».

Coleman detiene il primato del mondo in 6.34.

«I 60 metri sono la sua specialità. Se Coleman non batte Marcell, allora perde sicuro contro di lui pure nei 100 in estate. Perché lì Marcell può far valere negli ultimi 40 metri la corsa lanciata. La pressione è tutta sulle spalle di Coleman».

L'americano è reduce dalla squalifica di 18 mesi per i tre controlli antidoping saltati.

«Se non hai nulla da nascondere ti fai trovare. Ha pagato il suo prezzo».

Tra i due il bilancio è 3-0 per Coleman.

«Adesso però è un altro Jacobs. Bisogna capire se l'americano risentirà del lungo periodo di inattività. Mi stupirei di vederlo correre in 6.37, il tempo dell'oro di Birmingham 2018».

Tutti gli occhi saranno sul re dei 100 (e 4x100) dei Giochi.

«L'oro olimpico gli darà forza perché nessuno glielo può più togliere. Marcell arriva sereno in un anno che prevede il Mondiale all'aperto in casa degli americani, che a Tokyo ci sono rimasti male...».

Come si gestisce una stagione così intensa?

«Grazie al grande talento di cui dispone e che gli consente di fare degli allenamenti non massacranti, Marcell riesce a mantenere una condizione alta quasi tutto l'anno. Ecco perché gareggia così spesso. Non deve entrare in un hangar per fare dei lavori di quantità: Jacobs è un talento di natura».

Abbasserà i 9.80 sui 100 metri?

«A Tokyo, il vento era ininfluente, ma con 1-2 metri a favore di vento può addirittura togliere 7-8 centesimi. Direi sì».

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