"Sono un fr...": Fognini perde la testa. Scoppia il caso e lui chiede scusa

Durante il match contro il russo Medvedev, lo sfogo omofobo del tennista azzurro contro se stesso. Dopo le polemiche, le scuse al mondo Lgbt

"Sono un fr...": Fognini perde la testa. Scoppia il caso e lui chiede scusa

Dopo l’errore in campo, l’autoinsulto destinato a sollevare polemiche. E poi le scuse. Ancora una volta, Fabio Fognini è riuscito a far parlare di sé non solo per imprese sportive. Alle Olimpiadi di Tokyo, durante il recentissimo incontro disputato e poi perso contro il russo Medvedev, il tennista italiano si è lasciato andare ad insulti omofobi contro se stesso, proprio mentre capiva che il match stava volgendo irreparabilmente a favore dell’avversario. “Sono un froc…”, ha esclamato più volte Fognini, dandosi dell’omosessuale con toni decisamente sopra le righe.

La sbroccata del tennista italiano sotto il solleone di Tokyo, catturata dalle telecamere e dai microfoni olimpici, è diventata immediatamente un caso e ha trovato sui social la solita cassa di risonanza in grado di ingigantire ulteriormente lo scivolone. C’era da aspettarselo, a maggior ragione nelle Olimpiadi più politicamente corrette di sempre, talvolta anche oltre i limiti dell’ipocrisia. In questo caso, però, Fognini non poteva far altro che scusarsi. E così ha fatto. Dopo il match delle polemiche, dal quale era uscito sconfitto, il tennista azzurro ha scritto su Instagram: “Il caldo dà alla testa! Nel match di oggi ho usato un'espressione davvero stupida verso me stesso. Ovviamente non volevo offendere la sensibilità di nessuno. Amo la comunità Lgbt e mi scuso per la sciocchezza che mi è uscita”.

Caso chiuso? Più o meno. L’improvvido rovescio verbale del tennista ha addirittura spinto qualcuno a sorridere della sua sconfitta sportiva, come se i due piani fossero sovrapponibili. In realtà, oltre ad essere un indiscusso campione nella propria disciplina, Fognini anche in passato era incappato in uscite assai poco controllate (per non dire offensive) dovute al suo temperamento. Nel 2014, ad Amburgo, Fognini insultò il collega serbo Philip Krajinovic dandogli dello “zingaro di m….”, e pochi anni più tardi si fece cacciare dallo Us Open per aver dato della “tr…” a una giudice di linea.

E a Wimbledon, nel 2019, sbroccò così: “Ma è giusto giocare qua? Maledetti inglesi maledetti, scoppiasse una bomba su questo circolo qua, una bomba deve scoppiare qua”. Lo scorso aprile, infine, a Barcellona fu squalificato per “comportamento antisportivo”. Alla collezione si è aggiunto ora il ruzzolone olimpico.

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