Il Punto

L'ultima svolta tecnica della Formula 1 si chiama gomma Hyper-Soft, che, con una sofficità mai vista ultimamente, ha dato qualche linea di vantaggio all'eccellente telaio della Rbr, con le sue sospensioni ad altezza correggibile e con geometrie e cinematismi che soltanto la maestria di Adrian Newey ha potuto proporre. Eppure, dopo tanto clamore e dopo prove libere preoccupanti, il danno conosciuto dalla Ferrari si è limitato allo 0,32 % dalla pole, con tanto di partenza dalla prima fila, sempre promettente, contro uno 0,59 % buscato da una British-Mercedes, ancora per le sospensioni, fra le tortuosità di Monte-Carlo.

Che si sentisse la necessità di questa iper-morbidezza di pneumatici è alquanto opinabile, nel senso che si combatte sempre con l'irrazionalità dell'utilizzo in partenza, con macchine a pieno carico di carburante e con la cineseria del Q2 e del Q3. Anche nella mia epoca esisteva qualcosa di simile, con le cosiddette gomme da tempo, da usarsi solo in qualifica e mai in libertà per la gara. Così, nell'odierno Gp di Monaco la vera sfida tecnica - e la grande incertezza - è data dalla resa chilometrica, che è la più bassa in assoluto e non è stata sufficientemente sperimentata.

È sotto questo profilo che i concorrenti di vertice si devono battere per il successo nel Principato.

Tecnicamente, la Ferrari appare avvantaggiata sulla Mercedes d'Inghilterra, mentre il confronto alla distanza con la Rbr presenta ancora qualche incognita. Non è chiuso, come in qualifica, ed è il momento di dare la stura alle migliori strategie.

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