il Punto

Tecnicamente strepitoso è stato questo successo della Ferrari a Francorchamps, anche perché le prestazioni di qualifica non avevano mostrato per intero il potenziale di Maranello su questo terreno, contro la British-Mercedes, in un confronto finale peggiorato dalla pioggia. Altro che «trucco speciale» sfoderato in corsa, per dirla come lo sconfitto Hamilton: il segreto è stato di una svolta verso una motricità accresciuta, con sforzi di trazione alle stelle. Non più questione di 315,6 km/h di Vettel contro 311,8 km/h di Hamilton in Q3, ma un accorciamento di rapporti, che ha portato la Ferrari a 313,1 km/h, confrontati con 322,3 km/h della rivale più scaricata. Dunque, una bella prova di motore, oltre a una maggiore efficienza aerodinamica. E non si sono più visti nemmeno i preoccupanti ondeggiamenti dell'ala posteriore della Mercedes d'Inghilterra, che favorivano gli irregolari spunti di velocità massima con minori incidenze. Così, parlare di «trucchi speciali» ha tutto un altro sapore. E calza alla perfezione il parallelo dei distacchi percentuali nei tempi sul giro dallo 0,05% di vantaggio per Vettel su Hamilton in Q2, contro lo 0,07% calcolato in corsa.

Un balzo in avanti prezioso, nella proiezione sull'imminente battaglia di Monza, con un Gp d'Italia ancor più veloce, sul filo delle minori deportanze e del più insistente ruolo delle grandi potenze, decisamente sopra i mille cavalli. Tutto predisposto per brillare in potenza e dare una immagine nuova del Cavallino per fine campionato mondiale.

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