Il Punto

I l fattore-potenza non ha sostenuto la Ferrari in gara come in prova a Monza, con l'aggravante della collisione Vettel-Hamilton al primo giro e con implicazioni di pneumatici per Raikkonen nella fase cruciale. Globalmente, si considera che la British-Mercedes ha rivelato un assetto sensibilmente migliorato dalle qualifiche, ciò che ha valso l'attacco iniziale e poi un'ottima resa nel lungo confronto con un Raikkonen al comando fino al primo cambio-gomme e oltre. Come dire che il Cavallino ha mancato di completezza, stranamente più performante con la gommatura Super-Soft nel primo turno e molto provato nello scontro centrale, con una Soft soggetta a blistering al posteriore.

Quindi, nonostante il confronto Ferrari-Mercedes sul piano dell'alta velocità, si è avuto uno spostamento pronunciato verso l'efficienza d'autotelaio, alla ricerca del migliore utilizzo delle mescole tenere (niente Medium!), con difficili geometrie e cinematismi di sospensioni. Ma anche con configurazioni aerodinamiche molto scariche, a bassissime incidenze dei corpi alari. Un po' una doccia fredda per la Ferrari, che nella prima metà del campionato mondiale, sui terreni più tormentati, aveva saputo eccellere anche sotto questo profilo.

Si sono avute - è vero - limitazioni di sperimentazione nel corso delle prove; ma, alla base, proiettando la contesa verso le ultime battaglie, rimangono altri progressi da compiere nell'ambito telaistico, dove gli avversari mostrano maggiore rapidità nello sviluppo. E non sempre possono sopperire le potenze.

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