Una stazione che si affaccia sul nulla

La nostra città ha aspetti e comportamenti dei suoi amministratori davvero incomprensibili, questo almeno in determinate situazioni. Prendiamo la stazione Centrale, ormai quasi del tutto rinnovata, e per la verità con un lavoro rispettoso della imponente bella costruzione e funzionale per le accresciute necessità.
Un lavoro importante, dispendioso certamente, ma di qualità e quindi un biglietto da visita di prim'ordine per chi arriva a Milano, confortati anche dai programmi delle nuove stazioni sparse sul territorio.
Ma a questo punto improbabile, sconclusionata e «arredata» infelicemente resta la grande piazza, dove troneggia la sciocca e costosa torre che scandisce i secondi all'avvio dell'alta velocità.
Ma non è questo uno spazio di dimensioni importanti che andrebbe rivisto e attrezzato per l'Expo da un grande architetto per ricevere avvenimenti che interessino l'intera città? Ci lamentiamo che le nostre piazze, tolta la Scala, Duomo e San Fedele, non siano altro che incroci di viabilità. La piazza della stazione gode di un traffico che si muove attorno, mai attraversandola, è collegata con due linee metropolitane, autobus, tram, aeroporti.


Un luogo quindi ideale, date le dimensioni, per essere nobilitato con tutta una serie di avvenimenti che possono fare riferimento alle stagioni come a ricorrenze storiche, a grandi mostre, ad eventi culturali anche di grande peso e internazionali, come pure a rassegne di prodotti alimentari della nostra regione, diventando così un luogo sempre vivo e quindi anche più sicuro. Aspettiamo una risposta.

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