Stiloso e perbene come Mika

Il cantante era al Giffoni Film festival dove ha parlato della sua vita personale

«Amo l'idea che, ogni giorno, ci sia qualcosa che mi possa far sobbalzare, come scalare una montagna», ci aveva confessato Mika tre anni fa, durante la presentazione dei primi orologi realizzati per Swatch. Nato da madre libanese e padre britannico, l'ex giurato di X Factor è stato uno degli ospiti più attesi del Giffoni Film Festival, la kermesse per ragazzi che si svolge ogni anno a luglio, dove ha parlato a ruota libera della sua vita privata e professionale. «Quando avevo 16 anni ogni momento del giorno era un ostacolo ed ero sempre arrabbiato a causa di alcuni ragazzi della mia scuola - ha raccontato -. Per fortuna sono riuscito a trasformare la rabbia in qualcosa di bello e ho scritto Over my shoulder. Questo per dire che la vita non è una favola e non bisogna mai accontentarsi».

A Mika, infatti, non piace la destinazione, il tema dell'ultimo Giffoni: «È un po' come il Natale: l'attesa e i preparativi sono bellissimi, ma quel giorno la magia finisce. Credo, allora, che dovremmo dimenticare questa continua attesa del futuro cui siamo spinti. Bisogna avere paura della mediocrità e rincorrere l'eccellenza. Il valore è ciò che fa la differenza in qualsiasi campo, che si faccia il cantante o il pasticcere». Per questo piace Mika: agli adolescenti, perché è un ragazzo stravagante, timido e fragile, che a volte vince e altre no, che confessa di litigare spesso con i familiari e che non ha paura di dire come la pensa. E piace alle mamme, perché non è una popstar capricciosa ma un giovane ben educato, raffinato, forbito e sincero, che nella sua musica si è raccontato. Raccontato a tal punto da rifiutare spesso che le sue canzoni facessero da colonna sonora a spot pubblicitari o film, eccezion fatta per Un bacio di Ivan Cotroneo, perché «è intimo come una tragedia greca», e il sequel di Zoolander, sebbene poi la scena girata a Roma non sia entrata nel film. «Come diceva l'attivista Rosa Parks: le persone dimenticano le parole, ma non dimenticano il sentimento che le tue parole hanno provocato. Per questo per me la musica è una terapia. Quando ho accettato di lavorare a X Factor stavo uscendo da un brutto periodo lavorativo. Le mie canzoni erano andate male e non volevo più parlare. Avevo creato un muro e il talent mi ha aiutato ad abbatterlo. Insomma, abbiamo il dovere di provare cose nuove. È così che si cresce». Ed è così che Mika ha accettato ancora una volta di sfidare se stesso tentando un provino per un film.

La produzione è soddisfatta, ora sta a lui decidere se sperimentare o meno anche il cinema. Intanto si dedica alla sua autobiografia, al suo quinto album e allo show in quattro puntate che andrà in onda a novembre su Rai2.

MTiz

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