Stop alle moto inquinanti. Lega e Fdi fanno le barricate

Da ottobre blocco in Area C e B dei motori fino a Euro2. L'ipotesi di un referendum. Sala: "Solo esibizionismo"

Stop alle moto inquinanti. Lega e Fdi fanno le barricate
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«I divieti sono un provvedimento eccessivo verso una modalità di trasporto che fluidifica il traffico cittadino - afferma Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità -. Una misura pesantissima di limitazione della libertà, ma anche un grave danno per il conseguente congestionamento del traffico, in quanto le due ruote sono il modo più semplice per circolare a Milano». Dopo oltre un anno di proteste e di richieste di incontri da parte dei centauri verso il Comune, ignorate dalla giunta, i due referendum per la revoca e l'abrogazione del divieto alla circolazione delle moto, che scatteranno il 1° ottobre 2025 e, successivamente, nell'ottobre 2028, hanno messo il sindaco con le spalle al muro. Le 20mila sottoscrizioni raccolte in 72 ore per sostenere i due quesiti, che consentono di sottoporre al Collegio dei garanti (se il parere sarà positivo il referendum andrà sostenuto con 15mila firme) e l'ordine del giorno depositato dalla Lega per chiedere il congelamento dei divieti, hanno stizzito il sindaco che ha ingranato però la retromarcia.

Come noto il 1° ottobre sarà bloccata la circolazione di 71mila motocicli e ciclomotori a due tempi, Euro 2 e 3, a gasolio Euro 2 e 3, a benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2 ovvero il 37% dell'intero parco circolante, mentre dall'ottobre 2028 toccherà ai benzina a quattro tempi Euro 3, che rappresentano il 70% dei veicoli in circolazione. Un divieto che è chiaramente ideologico, dal momento che le due ruote sono responsabili dell'1,3% delle emissioni, come certifica l'Agenzia europea dell'ambiente. «Siamo contenti di essere qui ma delusi di essere arrivati a chiedere un referendum - la premessa di Lorenzo Gioacchini, promotore della petizione -. Siamo partiti con questa battaglia perché secondo noi era importante che la gente potesse arrivare a Milano con qualsiasi mezzo. Chi viene qui in moto tutti i giorni è la gente che va a lavorare: non può una legge costringere una persona a comprare una moto nuova, che magari non si può permettere».

Così la Lega, ieri mattina ha presentato un ordine del giorno per chiedere il rinvio ai divieti previsti per ottobre al 2028. «Le moto sono l'unico mezzo che permette di diminuire traffico e inquinamento. Vietarne la circolazione porterebbe l'utente stradale unicamente all'utilizzo dell'auto con gravi contraccolpi sulla mobilità» osserva il segretario milanese Samuele Piscina.

Per il sindaco «non c'è bisogno del referendum, è solamente esibizionismo di qualcuno, ma su questo tema delle moto siamo attenti alle richieste, ci rifletteremo».

Secca la replica di Riccardo Truppo, capogruppo di FdI: «Una caduta di stile e senso di responsabilità istituzionale senza precedenti. Sala, che pensa siano troppo costosi e superflui i referendum, pensa la stessa cosa anche delle elezioni?».

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